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“Due giorni fa Deutsche Bank, una banca il cui attivo supera il Prodotto Interno Lordo italiano, ha dichiarato un’esigenza di aggiustare il risultato del terzo trimestre 2015 per riflettere perdite per quasi 6 miliardi di euro.

70mila miliardi di derivati
I dettagli dei motivi di queste perdite non sono ancora disponibili ma è risaputo che la Banca abbia un’anomala concentrazione di derivati nel suo portafoglio: 75mila miliardi di dollari (circa 65mila miliardi di euro!), pari a 20 volte il PIL tedesco. Sembra proprio che Deutsche Bank non abbia imparato granché dalla crisi del 2008, anche se la SEC (la Consob americana) l’ha sanzionata proprio a maggio di quest’anno per la sua finanza strutturata dell’epoca Lehman Brothers, con una multa da 55 milioni di dollari.

Eppure Deutsche Bank ha superato gli stress test disposti dall’EBA (la European Banking Authority) senza particolari censure. Diverso è stato il risultato di uno stress test disposto dalla FED prima dell’estate che ha bocciato sonoramente la banca tedesca annoverandola tra quelle che non sopravvivrebbero a un’altra crisi finanziaria.
Forse non sbagliava allora chi diceva che gli stress test Europei si concentravano troppo sul fenomeno dello spread dei rendimenti dei titoli governativi tra i vari Paesi membri. Un fenomeno che ci è diventato pericolosamente familiare, tanto che ormai ben pochi si occupano di combatterne alle radici le cause.

VIDEO Beppe Grillo all’assemblea MPS

MPS e Deutsche Bank
Anche a casa nostra i derivati continuano a mietere clamorosi disastri sia nelle banche private (MPS docet) sia nelle casse dello Stato. Ma andiamo per ordine, partendo dal privato per andare al pubblico. MPS ha di recente concluso una transazione con Nomura dopo averne fatta un’altra proprio con Deutsche Bank l’anno scorso per chiudere la vicenda dei derivati Alexandria e Santorini. Prescindendo dai dettagli della transazione, è difficile non mettere in connessione queste perdite con i Monti Bond e i vari aumenti di capitale della Banca che hanno polverizzato il valore delle azioni e impoverito i piccoli azionisti per diversi miliardi di euro oltre ad annientare la terza banca del Paese. Il Governo, lo sappiamo, si è tirato fuori dalla partita; anticipando (in un eccesso di virtù!) le nuove regole europee sui bail-in delle banche che entreranno in vigore l’anno prossimo e grazie alle quali si scaricheranno le perdite direttamente sui poveri correntisti, oltre che, tra l’altro, sugli azionisti di minoranza.
Sappiamo che la Procura di Milano ha disposto dei rinvii a giudizio sulla questione e sta indagando anche sull’era Profumo/Viola, ma sappiamo anche che per la Consob e la Banca d’Italia sinora è stato sostanzialmente tutto a posto. Come d’abitudine le questioni di bilancio salteranno agli occhi dei “Vigilanti” quando la Procura avrà deciso di colpire; peccato che autorità come Banca d’Italia e Consob esistano proprio per prevenire e non per far finta di intervenire quando la Procura arriva.

Cosa succede in Italia
160 miliardi di derivati e oltre 40 miliardi di perdite potenziali. Dall’indagine conoscitiva di quest’anno una cosa è chiara. Non erano coperture ma speculazioni sulle spalle dei cittadini! E come tali generano utili o perdite. Purtroppo per noi – avendo sbagliato scommesse – sono perdite. Come se non bastasse, oltre ad attribuirci le disastrose perdite che questi contratti rischiano di generare, ci negano perfino l’accesso.
Abbiamo chiesto, infatti, in tutti i modi e in tutte le sedi di poter visionare I CONTRATTI che stanno alla base di questi numeri per farli analizzare a chi ne capisce. Sono tante le risorse di qualità che in maniera indipendente il Movimento può esprimere.
Qual è stata la reazione? Che risposta hanno dato lo Stato ed il Governo alla nostra operazione trasparenza? Hanno, di fatto, apposto il segreto di Stato.

Derivati: omertà di Stato
Infatti, 2 giorni fa, la commissione bicamerale per l’accesso agli atti di palazzo Chigi, ci ha NEGATO la possibilità di visionare i contratti. Quest’ultimo schiaffo alla trasparenza ci sembra proprio una rappresaglia di fronte alla nostra denuncia alla Procura di Roma per omissione di atti d’ufficio sul nostro accesso agli atti dei contratti derivati del MEF depositata circa 10 giorni fa. In questo caso quindi il Governo c’è stato ma per insabbiare e non certo per fare trasparenza, nonostante qualche mese fa lo stesso Renzi avesse dichiarato che i contratti derivati sarebbero stati pubblicati sul sito internet del Ministero.

Cosa nascondono ai cittadini?
Ulteriori chiusure anticipate di cui non dobbiamo venire a sapere anticipatamente e che magari genereranno perdite concrete da spesare nella prossima legge di stabilità, così come accadde a fine 2011 quando ci furono perdite per oltre 2 miliardi di euro (e arrivò la stangata sull’IMU e la LEGGE FORNERO).
Speriamo ovviamente di sbagliare. Ad ogni modo, il massimo comune denominatore di queste storie è la MANCANZA DI CHIAREZZA. Non si sa come mai Deutsche Bank faccia 6 miliardi di perdite tutte a un tratto come non si sa ancora oggi se i bilanci di MPS siano o meno in ordine e neanche si sa quanto di quei 40 miliardi di perdite potenziali su derivati si stiano materializzando.
Restate sintonizzati. Noi restiamo sul pezzo.” Carla Ruocco, portavoce M5S Camera