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foto di KevThaBass

Incendio della fabbrica De Longhi a Treviso dello scorso aprile.

“Non ci sono motivi di ritenere che vi sia rischio legato alla diossina nel rogo dell’azienda De Longhi. L’azienda non è tra quelle a rischio, sia per il settore dove si è svolto l’incendio, sia per il tipo di materiale incendiato, non si ritiene che vi siano conseguenze per la salute dei cittadini. L’acido cloridrico e gli IPA presenti nella colonna di fumo che si è prodotta non sono in concentrazioni tali da creare problemi alla cittadinanza.” Arpav, Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto, 18 aprile 2007.

“Nei campioni di aria prelevati alcune ore dopo lo scoppio dell’incendio erano presenti ben 270 picogrammi di diossina per metro cubo contro i 100 di soglia.” Dalla stampa, 20 aprile 2007.

“Dopo una fitta ed accurata serie di analisi condotte sistematicamente è stato riscontrato che tutti i valori risultano compresi entro i limiti previsti. Le analisi ambientali effettuate dal laboratorio Chelab sia all’interno degli uffici che nei piazzali della sede non avrebbero rilevato alcuna traccia di agenti tossiciDe Longhi, 24 aprile 2007.

“Da rilevare che il 70% dei prodotti De Longhi sono composti di plastica che quando si infiamma produce diossina” Paolo Barbiero, Cgil Treviso, aprile 2007.

“Mi riferisco all’incendio della De Longhi, avvenuto il 18 aprile alle ore 13 a Treviso. Mia figlia, con due bambine di 4 e un anno, vive a 10 chilometri da Treviso. Quel giorno alle 15.30 era a passeggio con la bambina di un anno, le finestre erano spalancate, il bucato steso fuori. Una signora l’ha avvisata della nube tossica.
Terrorizzata si è chiusa in casa. Non si sapeva esattamente dov’era l’incendio, dove si dirigeva la nube. Mia figlia poteva scappare da me che vivo nel Bellunese, ma alle 18 l’Arpav ha comunicato che non c’era pericolo diossina. Mia figlia è rimasta.
Il giorno dopo altri comunicati rassicuranti, poi alla sera finalmente la verità: la diossina c’era e benzene e altre sostanze cancerogene. Mia figlia si è disperata.
La mattina dopo, venerdì 20, è venuta da me con le bambine. Ormai troppo tardi. Da allora piange non mangia, non dorme, si ritiene colpevole per non essere scappata subito. Per di più le bambine si sono ammalate: febbre, tosse, raffreddore. Ovviamente non vuol dire, perché spesso si sono ammalate. Inoltre non si sa cosa fare.
Nessuno dà indicazioni precise: cosa fare del bucato rimasto fuori quel giorno e tutta la notte, del passeggino dimenticato fuori tutto il giorno, del cane con il pelo lungo rimasto sempre fuori, dell’erba del giardino?
Non riusciamo nemmeno a sapere se il luogo dove vive mia figlia, Varago di Maserada sul Piave sia nel cono di diffusione della nube. E adesso si può tornare? L’aria almeno è tornata normale? A chi credere? Chi risponde della salute psichica di mia figlia?
A parte il bisogno di avere notizie precise, io vorrei fare una denuncia, qualcosa di simile, ma non so come e a chi: mia figlia aveva la possibilità di andare via, oltre tutto è disoccupata, e non l’ha fatto per le notizie diffuse dall’Arpav.”
Maria da Cesiomaggiore (TV)

“Talpe, merli, passeri e piccioni in quantità inimmaginabili. La moria di animali di piccola taglia attorno alla De Longhi fa tremare i residenti dei quartieri di Fiera e di Selvana di Treviso.” Dalla stampa.

Per ora non si parla ancora di Seveso, si è solo impoverita la fauna locale di piccola taglia.
Diossina no, diossina sì. Diossina De Longhi.

Scarica "La Settimana" N°18-vol2
del 7 Maggio 2007
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