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“Mio padre, classe ’22 ha fatto pochi anni di scuola: i miei nonni fra lo studio e il mangiare non hanno avuto dubbi. Da allora ha sempre lavorato, è stato in guerra, deportato in Germania per sgombrare Berlino dalle macerie dei bombardamenti, me ne ha parlato una sola volta, raccontandomi fra l’altro che era fortunato perché poteva mangiare le bucce delle patate, che riuscivano ad attenuare i crampi della fame! Alla fine della guerra ha chiesto un mutuo a Roma di 80mila lire rimborsabile in 25 anni, per comprare la casa in cui vive, ha aperto un’attività, versando sempre ai vari enti Enasarco, INPS, tutto il versabile, anche quando i versamenti erano solo volontari. Ha continuato a lavorare anche dopo la pensione perché la pensione era poca, ad oggi prende 1000 euro, comprensivi della reversibilità di quella di mia madre e di quella da superstite di guerra. Con il gasolio da riscaldamento alle stelle, a cui siamo obbligati essendo in una “zona non metanizzata”, buona parte della pensione se ne va. Poi c’è l’IMU. Poi ci sono tutte le tasse nuove e occulte che hanno messo negli aumenti della luce e dei beni di prima necessità, la tassa “sul rusco. Se non ci fossero i figli, mio padre avrebbe dovuto fare come tanti anziani, che hanno svenduto (in alcuni casi regalato) la casa di proprietà tramite l’usufrutto, pratica che permette loro di vivere e pagare anche le tasse occulte. Come faccio a non indignarmi? Come è possibile che le mie tasse NON VADANO a chi ne ha bisogno e se le merita, come mio padre, ma contribuiscono soprattutto a garantire privilegi, a mantenere la casta! L’evasione dall’ETICA è da combattere!” Roberto B.