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E’ bello vedere i cantanti impegnati socialmente utilizzare il loro talento e bravura per aiutare chi ne ha bisogno.
Ci credono veramente e sperano di poter fare qualche cosa per cancellare il debito dei PVS (paesi in via di sviluppo).

Sarebbe bello se fosse possibile.

Ma il debito non si può eliminare, si può solo spostare, cambiare o trasformare.

Che cos’è il debito?
Il debito di chi verso chi?

I soldi versati ai PVS, loro non li hanno mai visti, si perdono attraverso la cooperazione allo sviluppo che è diventata lo sviluppo della cooperazione. Il 90% dei soldi vengono utilizzati per mantenere apparati giganteschi come uffici, spese di viaggio, seminari, alberghi, aerei, ecc.

Quello che dovremmo fare è ripensare il libero mercato.

Continuano a parlarci di libero commercio e di globalizzazione che farà tutti più ricchi grazie al libero commercio.
Ma quale libero commercio. Se il commercio fosse davvero libero, noi europei, insieme agli americani, saremmo già falliti da tempo.

E’ solo grazie ai dazi, alle barriere doganali e ai protezionismi statali che le nostre economie stanno in piedi.

I dazi italiani sono dazi doganali su prodotti dei paesi meno industrializzati.

Alcuni esempi:

Prodotto importato
Dazio imposto
Caffè
grezzo
0%
torrefatto
7%
decaffeinato
9%
Ananas

fresco
2%
succo
15%
liofilizzato
30%
Cotone
grezzo
0%
tshirt
10%

Più un prodotto dei PVS ha valore aggiunto, più noi lo tassiamo impedendo che loro sviluppino una industria di trasformazione. Li chiamiamo in via di sviluppo, ma siamo noi che gli impediamo di svilupparsi.

E’ stato calcolato che i PVS perdono ogni anno 20 miliardi di euro per le mancate esportazioni dovute ai nostri dazi. Ogni anno i paesi industrializzati versano ai PVS 50 miliardi di euro per lo sviluppo. Se i PVS potessero aumentare le loro esportazioni solo del 5% guadagnerebbero 350 miliardi di euro, cioè 7 volte l’importo di tutti gli aiuti allo sviluppo che gli mandiamo.

E’ bello vedere l’impegno per cercare di dare di più, ma in realtà non dovremmo dare di piu, dovremmo togliere di meno.