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“Come al solito, le clausole scritte in piccolo di ogni “patto” europeo vengono rivelate non solo dopo l’accordo, ma dopo che il mercato USA è stato chiuso. E così, per tutti quelli che aspettavano la vera ultima battuta, eccola qui – è anche la ragione per la quale la Grecia aspetta fino a lunedì prima di rivelare la lista delle “riforme” che dovrà intraprendere:
Ci troveremo nei guai se la prossima settimana i creditori non accetteranno le riforme della Grecia“, ha detto il ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis. “Se la nostra lista di riforme non viene appoggiata dalle istituzioni, l’accordo è morto e sepolto“.
Che brutta cosa. Ma… “Ma non verrà rigettato dalle istituzioni“.
Per il suo bene speriamo che abbia ragione nel predire che la Troika, scusate… “le Istituzioni” lo appoggeranno. Perché è esattamente ciò che Schauble intendeva quando diceva che “i greci avranno certamente delle difficoltà a spiegare l’accordo al loro elettorato“: alle condizioni a cui la Troika lo ha approvato, il governo Tsipras dovrà ora fare marcia indietro praticamente su tutte le promesse che ha fatto al popolo greco – promesse che secondo alcune stime ammontavano a oltre 20 miliardi di euro di spesa aggiuntiva – oppure la Troika, scusate, le Istituzioni, manderanno in pezzi l’intero accordo e il Grexit può avere inizio.
E qui finisce l’ultima riga.
E’ anche il motivo per il quale Schauble è tutto compiaciuto: ha dato al governo greco quel tanto di corda che gli basta per impiccarsi. D’altra parte, se e quando il governo Tsipras verrà cacciato, dopo che l’euforia greca si sarà trasformata in disgusto e disillusione, davvero la Germania avrà tutta questa voglia di fare i negoziati con Alba Dorata?” ZeroHedge – traduzione a cura di Vocidallestero