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Chi esercita una professione di solito le dedica tutto il suo tempo, energie, pensieri. Un idraulico che fa anche, che so, il presidente di una bocciofila, dovrebbe, prima di tutto, riparare le tubature. Non andare a punto o bocciare lasciando la lavatrice smontata.
Un vero ministro non dispone di un solo secondo da dedicare al partito. Per amenità come ricevere funzionari del partito al ministero. Comparsate politiche a destra e a manca. Dichiarazioni sullo scibile umano filosoficopoliticocostituzionale.
L’operato di un ministro è fondamentale per il Paese. Non dovrebbe poter andare neppure al cesso. Fare il ministro e il politico insieme è umanamente impossibile. O uno, o l’altro. Gli italiani si aspettano che i ministri governino il Paese, non che raccattino consensi per poltrone attuali e future.
I ministeri devono smettere di essere serbatoi di voti. E’ un conflitto di interessi in piena regola. Non si può servire Paese e partito. Tralascio discorsi di competenze, cosa c’entra, ad esempio, Mastella con il ministero della Giustizia?
Chi diventa ministro deve dimettersi temporaneamente dal partito. Un blind trust politico. E impegnarsi a tempo pieno durante il suo mandato. Per il suo orgoglio, se lo ha, e per noi che lo paghiamo profumatamente. Oggi, se va bene, i ministri politici fanno il part time, e prendono anche gli straordinari.

Ps: Se incontrate un parlamentare condannato in via definitiva fategli un cenno di saluto. Una V con due dita aperte, lui penserà alla vittoria. Voi sapete che è qualcos’altro.