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PER BLOCCARE LA TAV SPOSTEREMO I NOSTRI UFFICI!
Espropri di case, cascine, terreni e aziende agricole, con offerte di denaro per rinunciare ad una vita e ripartire da zero. Sono queste le condizioni per realizzare l’inutile “grande opera” della linea Tav Milano-Venezia, che passerà anche da Brescia.
Potevamo rimanere fermi?
No che non potevamo.
Ieri, insieme agli amici portavoce bresciani del M5S, abbiamo incontrato alcuni proprietari delle case e aziende che saranno espropriate nella zona di Calcinato, in provincia di Brescia. Abbiamo deciso di spostare i nostri uffici parlamentari presso i loro domicili: l’inviolabilità degli uffici prevista in Costituzione servirà per bloccare gli espropri, nella speranza che i dati, gli argomenti, i fatti riprendano possesso del dibattito e impediscano a questo ennesimo scempio di realizzarsi.
Non c’è mai stata un’analisi delle reali esigenze dei pendolari (3 milioni al giorno, contro i soli 70 mila passeggeri delle “frecce“), dei turisti che usufruiscono delle linee locali (22 milioni in tutta l’area gardesana), dei costi (circa 6 miliardi di euro investiti per risparmiare 20 minuti di tempo fra Milano e Venezia), della domanda di trasporto merci su rotaia (in diminuzione) e dell’impatto ambientale (il tracciato interessa addirittura discariche degli anni ’80-’90 ancora da bonificare).

VIDEO Perino, NoTav: “Colpevoli di difendere la nostra terra”

Avanti con l’opzione “zero”: le linee esistenti sono più che sufficienti.
A riveder le stelle!” Vito Crimi, portavoce M5S Senato