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“Se gli italiani che si impiccano, o gli africani che fuggono, se i pensionati che rovistano nella mondezzai, se i campani che si ammalano di cancro, se gli studenti che lasciano l’Italia, se i liguri che sprofondano nel fango, se gli operai della Indesit o dell’ILVA, se gli impiegati di Meridiana o di Alitalia, se gli imprenditori del Veneto strozzati dalle tasse, se i bambini del quartiere Tamburi di Taranto, se le vittime dell’amianto o i giudici condannati a morte dalla mafia, se gli esodati, o i professori precari, se gli agricoltori pugliesi, i pescatori siciliani, se chi vive in una macchina perché lo Stato gli ha portato via casa o chi si imbarca su un barcone della morte perché non ha più uno stato a casa sua, se tutti costoro non fossero uomini e donne, ma istituti finanziari, se tutti costoro non fossero carne e sangue ma gruppi petroliferi che vi sostengono, se tutti costoro non si chiamassero persone ma banche, li avreste già salvati da un pezzo. E’ tempo che ve ne andiate. Lasciate fare a chi ha onestà e coraggio e che non ha nessun delinquente a casa propria.” Alessandro Di Battista