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Avete mai sentito parlare dei contributi pubblici (nostri soldi) all’editoria?
Si tratta di finanziamenti dati a giornali e riviste, alcune dai nomi incredibili come: “Il campanile nuovo” o “Il mucchio selvaggio”.
I contributi per il 2003 sono stati resi pubblici, ne cito alcuni, “La Padania”: quattro milioni di euro; “L’Unità”: sei milioni e ottocentomila euro; “Il Foglio”: tre milioni cinquecentomila euro; “Opinioni Nuove – Libero Quotidiano”: cinque milioni trecentomila euro; “Avvenire”: cinque milioni novecentomila euro; “Il Manifesto”: quattro milioni quattrocentomila euro; “Sportsman – Cavalli e Corse”: due milioni cinquecentomila euro.

C’è tutta una casistica di giornali e riviste che possono accedere ai contributi:
organi di movimenti politici

quotidiani editi da cooperative già organi di movimenti politici

quotidiani e periodici editi da cooperative di giornalisti

periodici di enti morali

eccetera, eccetera.

La legge finanziaria 2006 23/12/2005 n.266 ha reiterato i finanziamenti anche per il 2006.
Io non sono d’accordo con questa legge.

Il giornale lo voglio pagare in edicola, non con le tasse.
I direttori dei giornali non devono essere dipendenti dei nostri dipendenti (quelli che si chiamavano politici).

Basta con l’informazione assistita.
Chiunque è capace di fare l’editore con i soldi degli italiani.

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