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Fontana delle 99 cannelle, L’Aquila

Ricevo sempre più spesso lettere su aziende dei settori dell’informatica, dell’elettronica e delle telecomunicazioni che chiudono. I settori che dovrebbero rappresentare il futuro da noi non hanno più un presente, sostituiti dai call center e gestiti da finanzieri incapaci che si atteggiano a manager.
Pubblico la lettera dei lavoratori del PoloElettronico dell’Aquila.

Salve, Sig. Grillo,
Le scriviamo questa email, da parte dello staff di www.poloelettronico.it, per segnalare una grave situazione che ad oggi sta per mettere in mezzo ad una strada ben 550 persone. Le teniamo a precisare che coloro che le scrivono non sono organi sindacali, ma lavoratori disperati che non sanno più come andare avanti.

La storia della Finmek Solutions dell’Aquila é iniziata il 14/8/2003, dopo l’uscita (23 febbraio 2003) della multinazionale americana Flextronics dal territorio aquilano lasciando, di soppiatto, sul lastrico 940 persone.
C’é da rilevare che nella provincia dell’Aquila é, da tempo in atto, un processo di vera e propria desertificazione industriale, con una perdita durissima di posti di lavoro.
Ricordiamo comunque che questo é anche il risultato di una privatizzazione di Telecom che fu fatta, 10 anni fa, solo per fare cassa, e che da subito comportò la cessione del sito Aquilano dall’ Italtel alla Siemens, che invece intendeva, già da allora, abbandonare il territorio Aquilano.
Infatti nel settembre 2000 la Siemens passò la “patata bollente” alla Flextronics, che già nei primi mesi del 2001 iniziò una lunga serie di di giorni di cassa integrazione, che coinvolse molti dipendenti e trasferì il poco lavoro rimasto dall’Aquila nella sua sede di Avellino.
Chiaramente questo “scippo di lavoro” portò a breve, febbraio 2003, all’uscita repentina di Flextronics con l’abbandono drastico e immediato di 940 persone. Il Governo, dopo compromessi più o meno chiari, con accordi sottoscritti perfino dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, indicò nella Finmek Solutions, la soluzione occupazionale, per i 550 dipendenti rimasti, dei quali però solo 250 furono richiamati al lavoro, provocando così una frattura lacerante tra le persone rientrate e le non rientrate.

Peccato che la Finmek fosse oberata di debiti, ed è un’azienda che rientra nella Legge Marzano (per le aziende tipo la Parmalat) e che a distanza di pochi mesi,re-iniziò subito, come la Flextronics, con la cassa integrazione, perchè il lavoro non era più sufficiente nemmeno per i 250 dipendenti già rientrati.
Adesso dopo 6 mesi si può verificare il dramma: infatti ad oggi non c’è ancora nè una soluzione industriale per i lavoratori più giovani che non hanno i requisiti per agganciarsi alla pensione, nè é ancora stato trovato uno straccio di soluzione apprezzabile per accompagnare i più anziani con adeguati ammortizzatori sociali verso la pensione.
Ad oggi il governo è sparito, dopo aver promesso e rassicurato, una nota della Fiom Nazionale, da Roma, in cui si ricorda che l’11 febbraio solenni comunicati del Governo (Berlusconi e Scajola) annunciavano il rilancio del gruppo ad opera della russa AFK Sistema. I giornali, ovviamente, ci credevano e ci cascavano, ma la verità era un’altra. I russi si riservavano di valutare la situazione entro 40 giorni, ormai trascorsi senza un’oncia di novità.
Nella provincia dell’Aquila, le tantissime vertenze aperte in difesa dell’occupazione, le diverse migliaia di posti di lavoro persi, in pochi anni, avrebbero potuto offrire la sponda a proteste eclatanti. Non è stato così.
Ma questo però non deve diventare controproducente, perchè tutti i lavoratori hanno scelto fin dall’inizio la protesta civile. Per esempio per la Finmek Solutions dell’Aquila la protesta è rimasta pressochè clandestina, nonostante le tantissime iniziative di lotta intraprese negli ultimi 6 mesi. La stampa nazionale non ha mai dato la visibilità che sarebbe stata necessaria visto il numero dei posti di lavoro a rischio, in una zona dove la disoccupazione è
dilagante
.

Abbiamo perfino, unici in Italia, rispettato la Pax Olimpica, quando il tedoforo, con il nostro logorroico concittadino Bruno Vespa (che però non ha mai speso una parola sulla questione Polo Elettronico dell’Aquila) ha presenziato la cerimonia, davanti ad una folla rispettosa e plaudente. Dopo aver osservato la Pax Olimpica, non vorremmo ci volessero far rispettare anche la Pax Aeterna, noi caro Grillo, in quella lotta di civiltà, che è la difesa di un diritto costituzionale, ovvero un semplice posto di lavoro, non sappiamo più a che santo votarci, speriamo solo nella Sua collaborazione di uomo degno, che nella propria dignità rifugge dal servire i soliti “padroni”.

I lavoratori disperati della Finmek Solutions