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Moderni stregoni, i politici hanno il potere che noi gli attribuiamo. Riempiono di significati magici le parole. Usano le loro arti per trasformarle in realtà illusorie. Dignità del lavoro, mezzogiorno, lotta alla criminalità, informazione, sviluppo, innovazione, istruzione sono solo palloncini pieni d’aria, colorati. Fatti volare nel cielo per renderci contenti, leggeri, partecipativi.
I nomi di questi sciamani sono essi stessi armi, strumenti di magia potenziati dai media che li trasformano da ectoplasmi in sostanza e gerarchia. Pronunciati esigono rispetto, timore, reverenza.
Un nome qualunque, Verdi, Rossi, Bianchi è solo un nome.
Un nome mediatico, Mastella, Casini, D’Alema è un atto di potere.

Persi in questo incubo non ci accorgiamo che siamo in adorazione di nuovi vitelli d’oro, di faraoni televisivi, di imperatori del nulla.
La cui consistenza è quella dei miraggi, evanescente.
I loro discorsi, le loro azioni sono sottratti al nostro giudizio. Sacralizzati dalla ripetizione dei media, assimilati alle litanie dei riti religiosi.
Stasera in televisione, domani aprendo un quotidiano, i loro volti, i loro nomi ci appariranno come in un incantesimo, e così il giorno dopo, e il giorno dopo ancora.

I media sono i loro unici amuleti, i loro filtri magici, vere armi di distruzione di massa utilizzate per la loro sopravvivenza.
Senza tornerebbero nel nulla al quale appartengono.
Scoregge nello spazio profondo.