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Alcuni ricercatori stanno lavorando su celle solari organiche che potrebbero rivoluzionare la produzione di elettricità e aiutare a combattere i cambiamenti climatici.

Il dott. Ross Hatton, professore associato di chimica fisica all’Università di Warwick, sta conducendo la ricerca, che si concentra sulla conversione della luce direttamente in elettricità utilizzando un materiale diverso, più sottile, economico e flessibile.

Argento e rame sono i conduttori elettrici più utilizzati nell’elettronica moderna e nelle celle solari. Tuttavia, i metodi convenzionali per modellare questi metalli per realizzare il modello desiderato di linee conduttive si basano sulla rimozione selettiva del metallo da un film mediante attacco con sostanze chimiche dannose.

Gli scienziati hanno così sviluppato un modo di modellare questi metalli che probabilmente si rivelerà molto più sostenibile ed economico per la produzione su larga scala, perché non ci sono rifiuti metallici o uso di sostanze chimiche tossiche per la fabbricazione.

La ricerca si concentra sulla conversione della luce direttamente in elettricità utilizzando appunto materiali semiconduttori, eliminando la necessità di parti meccaniche ed emissioni. Le più recenti tecnologie a film sottile sono stampate a temperatura ambiente e non producono materiali tossici, con molecole a base di carbonio anziché silicio.

Sono così efficienti che l’energia necessaria per realizzarli potrebbe essere recuperata in una sola settimana, rispetto a circa un anno per gli attuali pannelli solari.

Il dott. Hatton ha dichiarato: “Queste nuove celle solari potrebbero essere disponibili nei prossimi anni. Siamo a un punto di svolta. Le energie rinnovabili ci danno l’opportunità di fare la differenza e fare qualcosa di veramente significativo”.

La ricerca sulle celle solari organiche ha fatto parte di una discussione sui cambiamenti climatici al British Science Festival.

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