Alitalia today, Italy tomorrow

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Alitalia, demonstration by cabin staff and land-based staff


Alitalia is not an airline, it is a geographic expression. If Italia {Italy} doesn’t exist why should Al-Italia, with that name, exist? It has had fictitious members of the Board of Directors placed there, in shifts, in the last fifteen years placed by the psycho-dwarf or by Valium Prodi. Administrators who have destroyed the company on behalf of others and they have gathered cash for their pockets in the order of millions of euro in salaries and final lump sum payments for loyalty to the boss. The Alitalia market is fictitious, it’s equivalent to the route Milan-Rome with prices equal to that of Milan-New York.
Its directors, (how many?) are fictitious, they are lackeys, friends, relatives of politicians. Given employment. Parked in Al-Italia like in a hangar. The national Trades Unions represent themselves. They have defended the privileges (their privileges) and betrayed the employees. They believed (?) in the election promises of Tar Head and in the Italian consortia. What did they get in exchange for the failure of the Air France negotiation?
The saviours of Al-Italia are fictitious. People, who have often been convicted, investigated, on trial. In their hands, gold becomes shit and shit gets transformed into capital gains. Expo 2015, the motorway tariffs and new building land are exchange goods. Ligresti, Benetton, Colaninno, Tronchetti. They know less than nothing about aircraft, but they know how to do their accounts.
Alitalia is a paradigm, a metaphor for Italy. It is bankrupt and without a lira. A line from the Piave that goes by Fiumicino. If Al-Italia goes up in smoke, everything can. That is why it is so important. Who has reduced Al-Italia to this? Parties and Trades Unions. The Italians have the reply on the tip of their tongue. They know who it was, but they can’t get their words out yet. The bankruptcy of Al-Italia is a symptom and a prelude to the collapse of the country. The parties and the Trades Unions know this. If the books end up in the Tribunal, those responsible will have to answer. Let Al-Italia collapse then and let there be a public trial against those who have destroyed it. Starting from the past and present Presidents of the Council.

Posted by Beppe Grillo at 07:49 PM in | Comments (6)
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Comments

È curioso che qualcuno guardi indietro nella propria storia e trovi simpatia e persino quella combinata mestizia che segna l'inizio di qualche speranza in un gesto forse poco definibile che ho già visto fare - ma, preparandomi al peggio - evito e forse mi ricompongo prima che il pollice scenda inesorabilmente, nelle situazioni per quanto mitizzate all'estremo: spero esse ricomincino così a meravigliarmi. La sensazione che ad un passo dal fallimento più spoglia di così la storia non può che emergere con il suo piccolo bagaglio di idee più rinforzata di prima. Se dimenticando i fantasmi di certe facili imprese si scoprisse l'ossatura bilanciata di un'impronta culturale ormai più che cinquecentenaria, non è ad icaro che guarderei, con calcoli cerulei da ultima sconfitta, al giro di boa degli eventi, ma al più prossimo Leonardo, con la faccia buffa, perplessa, forse spettinata tra le ondine di un paesaggio aereo - lo so Beppe sei il top di quelli che possono mostrare il fianco all'ironia...a volte a batter bandiera sembra una Mona Lisa a volte un profeta che brucerebbe tutte le vanitas per paura del peggiore dei mali. Guardando le cose con il senno del poi, il genio economico di un paese dovrebbe esser costruito da chi le cose le fa; ma succede che ci si metta anche quell'ironia consentita di chi le sogna e pur non essendo le idee della sostanza di cui son fatti sogni, benché ci si possa intravvedere uno schematismo iconizzante non di meno capace di attraversare i reciproci territori, il desiderio è che si concretizzino - invece Alitalia sembra ritornare alla medesima origine, punto di spogliazione e di ricerca di sé, come se non bastasse con il bisogno di un rinnovamento non surrogabile. A volte guardando le cose con gli occhi di chi le vive, scopri un immaginario colletivo molto più forte e pubblico che potrebbe interagire e non fare da spalto per le mortificazioni > utopia e progettazione vanno daccordo fino ad un certo punto, poi è quel bagaglio minimo di azioni concrete che rende convincente una rivincita, che fa sentire l'identità o la storia o la natura della ricerca come qualcosa di comprensibile. È possibile che chi si sveglierà da un sogno così faticoso ricorderà che ci sono ancora delle cose che si possono fare, dal piccolo mondo ecologico all'idea di cultura. Io spero sempre che i sogni premino la cortina dell'irreale e favoriscano l'esplorazione del sé, l'immediata riemergenza della vocazione a restituire quel temibile soggetto che fa paura: il genio, la precisione, la capacità di fare cose grandi, pur guardando anche nel piccolo - certo senza rassegnarsi ai vincoli comodi di territori manualistici, e costituendone di nuovi e più profondi. Ma dubito che chiunque voglia una fat egemony prendersi tutto e scappare con i soldi...

Posted by: TLG | October 16, 2008 01:30 PM


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> Chi vi scrive è un Pilota dell'Alitalia. Desidero fornire il mio punto di vista circa gli accadimenti degli ultimi giorni.

> Mi rendo conto di come il nostro comportamento non sia comprensibile per la maggior parte degli italiani, e credo che sia per questo che nessuno sembra accorgersi del fatto che con la scelta di stringerci intorno alle nostre Associazioni Professionali abbiamo di fatto voluto dire BASTA alla gestione politica della compagnia aerea fatta di scambi di favori tra sindacati (contratti) e governo.
Voi sembrate convinti del contrario, deve esservi sfuggito il fatto che il Signor Colaninno, proprio lo stesso che inveiva contro i privilegi suddetti e prometteva una stagione di sobrietà e rigore, per avere la nostra firma ha offerto nuovi e fantasiosi benefits, quali il contratto da manager, la percentuale del 7% sui guadagni, ed ha trovato 100 milioni da spendere per alzare gli stipendi fino ai livelli attuali, ma la nostra lotta non è solo per lo stipendio, qui parliamo di normativa, di elementari regole di sicurezza che giustamente, chi fino a ieri costruiva motorini o si arricchiva con telecom, autostrade, etc etc ignora completamente.>
In cambio dei stessi soldi c’è stato imposto di rinunciare alle Associazioni dei Piloti e confluire in un sindacato di nostro gradimento tra i confederali.
Questo per dirvi che qui c’è in ballo qualcosa molto più grande dei contratti alitalia, qui si discute sull’imposizione che confindustria vorrà attuare a tutte le categorie di lavoratori sotto rinnovo di contratto, la partita è politica e non industriale.>
Di rimando, noi abbiamo offerto di avere lo stesso identico contratto di una qualunque delle Compagnie Nazionali estere, anche RyanAir, i cui Piloti sono ritenuti più produttivi, e di abbassarne le retribuzioni in modo tale da avere sui conti della neonata CAI esattamente lo stesso impatto che il nuovo corso impone.
E di rimanere rappresentati dalle nostre Associazioni.
Con questo gesto probabilmente abbiamo peggiorato, e di molto, il nostro futuro in questo Paese. Sappiamo bene che per noi non ci sarà futuro in Italia, non c’è adeguata richiesta per 1900 piloti ed il marchio a fuoco di ribelli sarà ben visibile quando nel nostro CV scriveremo la parola ex pilota alitalia.
Al contrario, i coordinatori del glorioso Sindacato Confederale tranne CGIL sono stati come sempre assolutamente fedeli al loro copione, hanno dichiarato: "dobbiamo firmare, altrimenti qui si chiude, però appena si sono impegnati ben bene, fermiamo gli aeroplani e ci riprendiamo retribuzioni e normativa".
Non posso proprio pensare di poter essere rappresentato da gente di questo stampo.
Non stiamo ricattando nessuno.
Stiamo subendo dei ricatti.
> Ci è stato mostrato un contratto che rappresenta una punizione per "aquila selvaggia" i cui protagonisti conosciamo solo per sentito dire, ci è stato detto che se non firmiamo si porteranno i libri in tribunale.
Tralasciando la parte economica, non è accettabile da nessuno che abbia una normale vita privata accettare di avere 1 o 2 riposi fissi al mese. Gli altri 6- 7 sono movibili a discrezione dell’azienda con 12 ore di preavviso, con obbligo di domicilio e di telefono fisso in una delle 5 città individuate da CAI, città che CAI stessa si riserva di cambiare a seconda delle esigenze con 20-30 giorni di preavviso. Ci dobbiamo preparare a stravolgere la vita dei nostri cari ogni 2-3 anni a seconda del piano industriale e delle pressioni politiche (il caso Malpensa Fiumicino allargato a 5 città).
Senza fare nessun calcolo di convenienza personale, ingoiando in molti casi la paura su come affrontare il futuro, abbiamo detto così sia, e speriamo che in tribunale qualcuno li legga, questi libri, e che si scopra dove finivano i soldi degli Italiani.
> La trattativa con AF abbiamo contribuito ad affossarla perché l'attuale premier la aveva giustamente definita un furto ai danni del Paese, ed aveva promesso una soluzione svincola dalle logiche dei partiti. Ci siamo fidati, perché siamo fatti così. Siamo gente che non sa nemmeno cosa siano, le trame di certi corridoi.
Qualche giorno fa, di fronte ad una nuova soluzione politica, guardando in faccia gli stessi identici incapaci che hanno affossato i nostri conti negli ultimi 10 anni, riciclatisi nel frattempo come "advisors" di CAI, di fronte ad un contratto che potrebbe essere stato scritto con una penna d'oca, tanto è obsoleto, mentre costoro si spacciavano per il nuovo che avanza, abbiamo deciso che forse, per questo Paese, per quelli come mio padre e mia madre che si sono spezzati la schiena per tutta la vita e che oggi devono fare i salti mortali per arrivare in fondo al mese, vale la pena di sacrificare il "posto di lavoro" e di far saltare questo bancomat dei partiti e dei boiardi di stato che ogni cittadino onesto rischia di continuare a tenersi sulle spalle sotto diverse spoglie.
Sia chiaro, nessuno di noi, in fondo, spera di dare a questa gente più di un grattacapo, però almeno non ci stiamo rendendo complici di un altro spreco. Il grido di esultanza dell'altro giorno era, appunto, lo sfogo della tensione di chi festeggiava il piccolo, inutile, calcio negli stinchi dato a chi ci sta per tritare, ma non ci vedrà pietire indulgenza.
> Noi non speriamo in un nuovo aiuto di Stato. Non è così, noi speriamo che lo Stato si faccia veramente da parte, e che a decidere contratti e retribuzioni future sulle macerie di tutto questo sia il mercato in base ai valori ed ai meriti di ciascuno, non i sindacati. Gli aiuti di Stato vanno ricercati nell’obbligo da parte di alitalia di aprire e mantenere rotte ridicole e perennemente in perdita come Alberga e Crotone ad esempio, riconducibili alle volontà di Ministri e Sottosegretari locali, ma di questo nessuno ne parla.>
Come ben sapete, l’informazione è fondamentale, nessuno ha mai detto cosa vogliamo, contro chi stiamo combattendo, si è solo parlato di benefits per la maggior parte non più esistenti che la maggior parte di noi non ha mai visto, si è parlato di stipendi paragonandoli a quelli di chi non fa il nostro mestiere solo per scandalizzare l’opinione pubblica.
Per quello che mi riguarda continuerò a volare, anche senza stipendio, fino a quando qualcuno non mi sfilerà l'aeroplano di sotto, per permettere agli Italiani di spostarsi in Sicurezza e regolarità. Questo per chiarire nuovamente il mio pensiero a proposito dei "privilegi" che pretendo.
Non desidero assolutamente diventarvi simpatico, però vi chiedo rispetto per me e per tutti quelli che come me potevano firmare e continuare a gozzovigliare nelle tasche degli italiani, come quei tre fenomeni che ieri si sono spacciati per ciò che non sono davanti al ministro Sacconi, o tenere duro, e rischiare stipendio e sicurezza per lasciare un mondo migliore di quello che ho trovato io ai prossimi Piloti Commerciali. Ed ai loro passeggeri.

Posted by: andrea spina | September 21, 2008 11:56 AM


At one point during the Alitalia's demonstration a worker said loud and clear "Alitalia siamo noi!" And it's true. Alitalia's planes don't fly without support and maintanaince ground crews nor without the crews on board. That being the case Alitalia's employees should find a way to buy the company, fly it and manage it themselves. Sounds absurd? Not really. Considering the government was willing to pay for Alitalia's debts and practically giving the company away to a bunch of rich men, why couldn't some kind of an agreement accomodating a worker buy-out be reached?

Posted by: lou pacella | September 19, 2008 12:05 PM


Repubblica.it made a survey about the Alitalia crisis asking its readers “who is responsible ?”. Given that 7 choices were available but only 1 answer allowed, not surprisingly (given its left wing readers) the majority blamed Berlusconi and only few Prodi. While I address my compliments to the bunch of ignorant sheeps willing to discredit Berlusconi even if the issue is at least 15 years old, I would eventually add the 8th question about who is to blame with “Alitalia managers and political class of the past 40 years who used the airline as a big pot where to place privileged people recommended from hi-flying politicians and sugar daddies with the purpose of becoming fat cats using public money with total disregard towards quality improvement, production capacity, cost cut and competition.
Alitalia must go bankrupt !!! Pilots, stewards, hostesses etc. in exuberance have to find other ways of employment like many other common people have to when things go bad. Alitalia has to live with “the flour of its own bag” that is no more money coming from Italians’ bottoms!!! If money is needed to survive then take it from politicians, Alitalia managers of the past 40 years and perhaps some Labour Union leaders.
PS.: Beppe, Prime Minister sounds better than President of the Council.

Posted by: cekipa cekipa | September 19, 2008 10:02 AM


The cleverness in the details!
Dear Mr. Ed-Ed&Eddy
I was counting on your clever remarks, although your eloquence is at par with your acumen!
Thanks for the tip
The future looks bright, and with Mr. Ed-Ed&Eddy watching over you, eyewear is not necessary.
Thanks again

Posted by: Giacomo Chiametti | September 18, 2008 02:18 PM


The cleverness in the details!
I read in today mainstream Italian newspaper, “Italy is off the radar screen” , this fact alone it’s not news at all, but what makes it news is who says it, Mr. DeBenedetti (Mr. Olivetti, Mr. Telecom, Mr. Cir, Mr. L’Espresso!).
This individual is the pinnacle of Italian Capitalism, of Italian Captains of Industry, of Italian Entrepreneurs, this individual has pillage State Industries for his own profit, run them into the ground, sold them off in pieces and run to the closest offshore Bank to deposit the Profits.
Now that He is sitting on a pretty sizeable chunk of change and has several Investment Companies (Incorporated and registered outside Italy though!) has the problem of investing all this money, and on top of this problem Mr. Berlusconi is in charge (Mr. DeBenedetti is of opposite political faith!).
Therefore his money is of the table for the foreseeable future, and so is looking outside for opportunities (Although outside of Italy the shark are bigger, hungrier and they play by the Rule of Law, that if you play you pay, no ifs or buts like in Italy!).
Having sat all the above, He is right about the Article, Italy has become irrelevant, Italy is the land without credibility, Italy is the land to stay away from (For Company, Corporations, Investments and even tourism?).
Italians seam pretty satisfied with Mr. B at this time, although looking back at the last 60 years (61 Governments?) is quite difficult to call Italian voters “wise choosers”.
Up to this point Mr. B has pleased the crowd giving away the store already depleted of funds, garbage in Naples has been wiped clean with Billions (Basically nobody has been held responsible, rest assure the subject will not come up again for 5 years!) Alitalia, well hands down you can ascertain what a mess he has created, although he has already claimed success regardless the outcome (Estimated 5 Billions!).
Then there is Libya, Enel (Monopoly that invests in Russia while Italians pay 35% higher electrical bill?) National Railroad (Next to go bankrupt!) ENI same story, and basically all the basic Infrastructure in Italy is in the hand of the Government or Municipalities.
To make the matter worst is the fact that Italian Government Manager are Incapable (BY definition!) to run any Enterprise, but they keep on doing it because they waste your money (Not their money, yours!).
The man recently sat “Government are Socializing losses, and Privatizing gains!”, I venture to guess Mr. B. was listening and took notes.
The future looks bright (A little less for Italy!) wear shades.

Posted by: Giacomo Chiametti | September 17, 2008 03:48 PM


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