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Il Pd ormai passa le giornate a querelare gli esponenti del MoVimento 5 Stelle che denunciano lo scandalo Trivellopoli pur non essendoci alcun presupposto per farlo e chiedendo che i portavoce rinuncino all’immunità. I piddini come Esposito invece l’immunità la usano eccome! Esposito è stato querelato per aver accostato il M5S alla mafia e ora vuole scamparla invocando l’immunità. #EspositoSeSeiUnUomo rinuncia all’immunità! Chiediglielo anche tu con un messaggio su Twitter!

di Roberta Lombardi, portavoce M5S Camera

Stavolta invocare l’immunità parlamentare non è servita al caro senatore Esposito che aveva definito il consigliere regionale Barillari colluso con i “clan mafiosi di Ostia“.
Ricordate come sono andati i fatti? L’allora commissario del Pd e il suo compare Orfini, proprio nel periodo di Mafia Capitale e dell’arresto dell’ex presidente Andrea Tassone, sono andati nella sede del Pd di Ostia antica per tentare di mettere una pezza agli scandali di quei giorni e rassicurare i propri elettori. Ma invece di ammettere le proprie colpe hanno diffamato il consigliere regionale del M5S accusandolo di essere un ‘colluso inconsapevole‘ con i clan mafiosi di Ostia.
Davide ha querelato per diffamazione Esposito che ha pensato bene di nascondersi dietro la gonnella dell’immunità.
La richiesta del senatore non è stata accolta ed è stata fissata l’udienza al prossimo 13 maggio dove il giudice dovrà decidere se Esposito potrà o meno avvalersi dell’immunità o rispondere del reato di diffamazione.
Ricordiamo che la Procura di Roma ha messo un concetto nero su bianco: accostare il nome del MoVimento 5 Stelle alla mafia è reato, in questo caso proprio un reato di diffamazione, motivo per il quale anche per lo stesso Marino era stato disposto il giudizio.
A tutti questi signori ricordiamo: scrollarsi di dosso le proprie responsabilità è un gioco che non funziona più. E a te Esposito: “facce vede che sei un uomo: rinuncia all’immunità“.