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“I fatti e gli inconvenienti di politica interna – come i danni prodotti all’Italia dall’Euro – possono essere maggiormente capiti confrontandoli con le soluzioni adottate da altri paesi, per esempio l’Argentina, nazione questa che ha subito a metà degli Anni Settanta un terribile golpe militare, con eccidi ed efferatezze inaudite. Non appena il Paese è stato in grado di eleggere un presidente democraticamente si è trovato di fronte a due problemi: il primo generato dagli stessi militari, il secondo dovuto all’atteggiamento del Fondo Monetario Internazionale (FMI) che impose le sue leggi altamente speculative a tutto favore degli Stati Uniti, in particolare, pretese una convertibilità monetaria assurda: di fronte alla moneta locale, il peso con il dollaro doveva essere cambiato uno a uno, cioè un peso, un dollaro. Questo portò l’Argentina verso la miseria in breve tempo, con un tasso di disoccupazione altissimo, oltre il 25 per cento, ma ancora una volta per merito del suo presidente l’Argentina seppe rialzarsi quanto basta e lo fece rinegoziando il suo mostruoso debito (il Fondo Monetario Internazionale si accorse che più di tanto il limone non poteva essere spremuto e accettò). Non accettarono invece i possessori di fondi di investimento speculativo che rifiutarono ogni trattativa.
Ora la Corte suprema degli Stati Uniti, non inchiniamoci verso questo “estorsione suprema” perchè i suoi giudici non hanno avuto neppure il pudore di capire che erano gli esponenti di un Paese che aveva distrutto una nazione come l’Argentina e tante altre per le ragioni le più diverse, e hanno sentenziato che l’Argentina doveva pagare tutto e subito, sull’unghia come diciamo noi, cash!
Ma i “supremi“, non avevano fatto i conti con l’attuale presidente