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Ricevo questa lettera di Antonio Di Pietro in cui aderisce alla nostra iniziativa di Parlamento Pulito e propone un codice etico per l’Unione.

“Caro Beppe,

i vizi, le anomalie, le indecenze che puntualmente tu denunci sono le ragioni che mi hanno portato ad impegnarmi in politica. Vorrei fare qualcosa per portare una ventata di pulizia e legalità nelle istituzioni, nel Parlamento e nelle attività economiche.
Ed è proprio questa la motivazione per cui ho aderito al tuo appello per un “Parlamento pulito”. E’ necessario però che i partiti raccolgano il nostro invito e non facciano, come al solito, “orecchie da mercante”.
Come fare per sollecitarli? Nei confronti di quelli della “Casa della Libertà” (provvisoria, come li chiama Travaglio) non so proprio. Con riguardo ai politici dell’Unione voglio provarci e lancio una proposta, che è anche un po’ una cartina di tornasole rispetto alla loro reale volontà. Eccola.

Il prossimo 16 ottobre ci sono le Primarie dell’Unione, ove diversi candidati (Prodi in testa, ma ci sono anch’io) si propongono come leader del centrosinistra.
Proponiamo ad essi l’adozione di un “codice etico minimo”, da attuare (si badi bene) come regola interna da valere prima delle elezioni e non solo come un generico impegno per il dopo (fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, dopo le tante fregature di questi ultimi tempi).
Ecco la proposta, in pillole ed in estrema sintesi (quella completa, di ben 102 punti può essere letta sul sito www.antoniodipietro.it):

Per dare trasparenza e ridurre i costi della politica:
vietare ai condannati con sentenza definitiva di potersi candidare al Parlamento né di poter assumere incarichi di Governo locale o centrale…

Per riportare legalità nelle attività economiche e d’impresa:
vietare amnistie, indulti, prescrizioni e condoni per ridare “certezza del diritto”…

Per garantire trasparenza negli organi giudiziari e di controllo:
impedire ai dirigenti degli enti di controllo (Consob, Banca d’Italia, Autorità di qualsiasi natura) di assumere per almeno 5 anni impieghi o consulenze retribuite dalle aziende già sottoposte al loro controllo…

Per difendere i diritti dei consumatori e dei piccoli risparmiatori:
– istituire un’apposita Authority” per tutelare, attraverso la “class action”, le categorie più a rischio di truffe ed ingiustizie…

Saranno capaci quelli dell’Unione di mettere al primo posto del futuro programma di governo il predetto “patto etico”? Io l’ho consegnato da tempo (nella versione integrale di tutti i 102 punti) a tutti i leader dei partiti.
Finora nessuno mi ha risposto. Qui gatta ci cova. Anzi, ci ha già covato, visto che stanno arrivando personaggi alla De Michelis, Pomicino, e da ultimo -ultimo uovo della giornata – anche quel tal Rocco Salini, fino a ieri senatore di Forza Italia e proprio oggi passato all’Udeur, personaggio che io ricordo bene perché è stato a suo tempo condannato con sentenza penale passata in giudicato per corruzione ed altri reati e per questo dichiarato decaduto dalla magistratura e dal ruolo di consigliere regionale per indegnità morale.

Forse è bene che – alle prossime primarie – i cittadini italiani si rendano conto che non basta piu’ votare per “partito preso”, ma è necessario anche scegliere delle persone di cui ci si può fidare. Altrimenti corriamo il rischio di cadere dalla padella alla brace!
Chi ci sta, batta un colpo, la mia email è: [email protected]tro.it “

Antonio Di Pietro – Italia dei Valori.