Condividi

E’ l’Europa del bail out, che significa salvataggio, ma anche lanciarsi con il paracadute. Ora è il turno del Portogallo, prima sono state buttate di sotto Grecia e Irlanda. Bail out ha un suono che ricorda una caramella mou e un cucchiaino di miele, un plum cake, una zuppa inglese, ma nessuno lo vuole deglutire fino all’ultimo momento. Il retrogusto è infatti di olio di fegato di merluzzo. Bail out vuol dire che l’Europa ti presta i soldi per evitare il default e l’uscita dall’euro e, contemporaneamente, ti toglie la sovranità economica dopo quella monetaria. Il ministero dell’Economia diventa una succursale della BCE
Il Portogallo è senza governo dopo le dimissioni di Socrates, i suoi titoli pubblici per essere venduti hanno bisogno di alzare gli interessi, da gennaio sono passati da 6,4 a 7,66%. Un cappio al collo che si stringe sempre più. Con l’aumento degli interessi aumenta il debito sino al momento in cui non riesci a pagare gli interessi. Un tempo se ne usciva con l’inflazione, stampando moneta nazionale, oggi con il bail out. Il Portogallo ha annunciato misure anti crisi da tempi bui come una tassa sulle pensioni, il blocco delle grandi infrastrutture tra cui i treni ad alta velocità e un forte aumento dell’IVA. Gli occorrono almeno 80 miliardi di euro per non fallire che verranno da Bruxelles. Il Portogallo per il momento dice no all’olio di fegato di merluzzo, ma domani dirà sì al Fondo anticrisi europeo. Questo salvadanaio di 700 miliardi è un’illusione ottica, chi ci mette i soldi, a parte la Germania e alcuni Stati del Nord Europa, è indebitato come o peggio del Portogallo. Soldi virtuali. L’Italia dalle pezze al culo partecipa al fondo con 125,96 miliardi di euro. E’ la stessa Italia che ha raggiunto il record di 1.879,9 miliardi di debito, con una disoccupazione reale intorno al 20%, con un deficit pubblico previsto nel 2011 del 4,3% (il Portogallo è al 4,9%) e un indebitamento sul PIL al 116% (superato in Europa solo dalla Grecia). Dove trova i soldi per aiutare gli altri se sta andando a fondo? Se la UE gli sta chiedendo un risanamento di 40 miliardi all’anno? Lo stesso discorso vale per la Spagna che sarà la prossima a entrare in crisi.
L’Europa ricorda il dipinto di Bruegel il Vecchio “La parabola dei ciechi“, dal sottotitolo “Così va il mondo,” nel quale dei ciechi si tengono uno all’altro in fila indiana mentre camminano. Il primo cade in una fossa e gli altri lo seguono. Se uno Stato si indebita e non riesce a pagare il suo debito, la soluzione europea per mantenerlo nell’euro è di indebitarlo ancora di più con il bail out. Fantastico. Chi presta i soldi al Portogallo è, come la Spagna e l’Italia, indebitato a sua volta. In attesa del suo bail out. Avverrà come in alcune cene in cui tutti, tranne uno, si sono dimenticati il portafoglio a casa. E quell’unico, la Germania, pagherà per tutti.

ULTIM’ORA: Tremorti per non essere buttato fuori dall’Europa, dopo aver equiparato il debito pubblico al risparmio privato (concetto inesistente in un’Europa con la libera circolazione dei capitali) si è inventato il “debito atomico” che l’Italia non ha e gli altri Stati sì perchè devono smantellare le centrali nucleari. Ma il nucleare non era, fino a ieri, il futuro della nostra economia?