Matteo Della Negra

Grosseto

 34 anni
Professione: Impiegato
Titolo di studio: diploma di ragioneria
Pagine personali
Video di presentazione
Curriculum Vitae:
- TEMPI E LUOGHI -

da   0 a 15 anni  a Udine       (infanzia)
da 15 a 22 anni  a Grosseto  (scuola e studi musicali)
da 22 a 32 anni  a Milano      (lavoro: banca, area finanza, derivati)
da 32 a 35 anni  a Grosseto  (rinuncio alla carriera per la vicinanza alla mia terra)



- STUDI -

- Ho conseguito il diploma tecnico commerciale col massimo dei voti (60/60)

- Ho superato l'esame di ottavo anno di pianoforte in Conservatorio (7)

- Ho un'ottima conoscenza dell'inglese per aver lavorato 10 anni sui mercati finanziari internazionali in prodotti Derivati (tutti, dai Futures ai Credit Default Swaps) con missioni all'estero, poi nel Forex e Money Market



- PROFESSIONE -

Sono impiegato in banca dal 2001:

- dal 2001 al 2011 ho lavorato a Milano nel Derivatives Back Office (future administration, swap/option fixing and settlements, accounting, derivatives documentation) e nel Tresuary Support (confirmation matching, mismatch solving)

- dal 2011 al 2014 lavoro in Toscana nella rete commerciale



- MOVIMENTO 5 STELLE -

Attivo col M5S dal 2010:

- sul campo (banchetti, raccolta firme, manifestazioni)

- nell'organizzazione di eventi pubblici e convegni

- nella comunicazione scritta e video (comunicati stampa, operazione "fiato sul collo")

- come relatore in eventi su temi specifici (Autostrada Tirrenica);

- nella stesura di atti pubblici per l'attività consiliare attraverso strumenti di democrazia partecipativa (Gruppi di Lavoro, Laboratorio del Fare in piazza e nei locali, Portale della Partecipazione)



- INTERESSI E PASSIONI -

Sono pianista, cantautore, compositore e produttore di musica leggera.

Appassionato di musica sinfonica, di astronomia, di decrescita felice, di permacultura e orti sinergici, di apicoltura.

Amo letture che riguardano temi di politica economica e scienza monetaria, decrescita, equità e sostenibilità, permacultura, democrazia partecipativa, oltre agli autori italiani del secolo scorso.
Dichiarazione di intenti:
Con riferimento alle regole già pubblicate per le candidature preciso di voler destinare la mia diaria a un fondo sociale che sarà scelto dal portavoce degli eletti al Parlamento europeo.

Essere semplicemente un portavoce della comunità, il braccio di un territorio che si chiama Italia, il tasto di invio di una moltitudine inarrestabile di cittadini che hanno deciso di dedicare parte del proprio tempo libero e delle proprie competenze alla politica intesa come servizio civile, per il bene comune, con spirito civico.

Un portavoce, un portavoce, non dimenticandolo mai, semplicemente un portavoce, un ruolo delicato ma importante come tanti altri, come ad esempio stare al banchetto al freddo per cercare di spiegare ai cittadini che cos'è questo MoVimento, un MoVimento che vuole rovesciare la piramide della politica riportando i cittadini ad esserne protagonisti, perché un singolo "leader" o dei "leaderini" che "risolvono" tutti i problemi non possono reggere il confronto con una moltitudine di soggetti, un'intelligenza collettiva che prende il nome di Società Civile.

Un portavoce, un portavoce tra tanti, tra decine, centinaia, migliaia di cittadini che stanno aprendo le porte di tutte le istituzioni per permettere a milioni di Italiani di riprendersele, attraverso il Metodo e lo Strumento MoVimento 5 Stelle: un movimento costituito da una moltitudine inarrestabile di persone che si riconoscono in un'idea di futuro sostenibile, fermamente decisi a diventare essi stessi le istituzioni e governare il proprio territorio, senza più l'influenza delle ideologie, l'arroganza e i condizionamenti dei partiti, liberi dal giogo delle lobbie e dalle catene della finanza, agguerriti contro il potere delle mafie.

Questa è la mia dichiarazione di intenti.




Queste invece sono solo alcune questioni che ho a cuore, nella consapevolezza che come me anche il mio pensiero vale uno:


- AGRICOLTURA -

Ritengo che l'agricoltura sia la cosa più importante per il Paese: recuperare dunque la Sovranità Alimentare.
Andiamo verso un futuro in cui non possiamo permetterci di importare dall'estero metà degli alimenti base che mangiamo. Il cibo prodotto dal contadino non può costare meno dell'acqua. La terra, il superorganismo chiamato Suolo, è l'oro che abbiamo sotto ai nostri piedi e dobbiamo difenderlo, difenderlo, difenderlo e valorizzarlo attraverso un'agricoltura sostenibile e consapevole.


- BANCHE, FINANZA, MONETA, ECONOMIA, EUROPA -

Dieci anni trascorsi a lavorare sui mercati finanziari internazionali mi hanno permesso di vedere con i miei occhi il potere della finanza di far variare i prezzi delle materie prime (e del cibo) nel mondo.
Ho visto con i miei occhi, sul monitor di un computer, la BCE prestare soldi (a pochissimo) alle banche commerciali e le banche commerciali guadagnare acquistando con quel denaro i titoli di stato; ho così compreso come lo Stato italiano fosse costretto a finanziarsi prendendo a prestito una moneta straniera, l'euro, prestatagli da privati (le banche commerciali, che lo ricevono dalle banche centrali per conto della BCE) che ne decidono il prezzo.

Credo che la banche non dovrebbero essere delle Società per Azioni: la banca, sul territorio, dovrebbe essere un'istituzione importante per il funzionamento della società, della comunità, e non dovrebbe avere dunque come fine ultimo l'utile per l'azionista.

E' necessaria una divisione anche dimensionale delle banche commerciali dalle banche d'affari.

La Banca d'Italia dovrebbe essere ripubblicizzata e messa sotto il controllo dell'esecutivo, come prima del "divorzio" del 1981, quando essa difendeva il prezzo dei titoli di stato, "divorzio" che condusse ad un'esplosione del costo del debito pubblico e a un raddoppio dello stesso in soli 13 anni.

L'economia dev'essere definanziarizzata ed i capitali investiti nell'economia reale, con prospettive di guadagno a medio e lungo periodo derivanti dalla capacità delle imprese di creare ricchezza reale e non dal capital gain prodotto dalla speculazione finanziaria su prezzi e quotazioni di titoli.

Questa UE va cambiata e trasformata in una vera Comunità Europea di cittadini, un’Europa solidale in cui demolire l’attuale modello di sviluppo basato sulla competizione mercantilista tra gli stessi Paesi membri dell’Unione e sulla svalutazione interna dei salari imposta dall'aggancio valutario dell’euro, sostituendo questo modello con un modello di vera cooperazione comunitaria nel quale si combattano simmetricamente persistenti squilibri delle rispettive bilance commerciali. Là dove non ci dovessero essere i presupposti per poter cambiare in tal senso l'Unione Europea sarà necessario programmarne l'uscita.

Le monete complementari e parallele dovrebbero essere favorite ed incoraggiate a livello locale dalle istituzioni di tutti i livelli.

Sono consapevole che il PIL spesso non corrisponde al benessere dell'individuo e della comunità, che le merci non corrispondono sempre a dei beni e che i beni spesso non sono delle merci.

Condivido nella maniera più assoluta i 7 punti per le europee del M5S.