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Crozza è continuamente superato dalla realtà. Renzie lo ha ormai surclassato, l’originale è infatti cento volte più ridicolo della sua imitazione. Maroni, che Crozza imita come un manichino ingessato con le spalle incassate, non è da meno. Ieri in Regione Lombardia ha detto in sequenza due maronate: Primo che “la Regione è parte lesa“, nelle indagini che hanno portato all’arresto di Antonio Giulio Rognoni, direttore generale di Infrastrutture Lombarde e di Pierpaolo Perez (direttore ufficio appalti). Se c’è qualcuno che è leso sono i cittadini lombardi stretti da un ventennio nella tenaglia della Lega e di Comunione e Fatturazione. Seconda maronata: “Basta con questa ossessione della discontinuità formigoniana”. Ma quale discontinuità Maroni? Tra Maroni e Formigoni di discontinuo non c’è nulla. Pappa e ciccia. Culo e camicia.
Il MoVimento 5 Stelle ha chiesto le dimissioni di Maroni e del presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo (all’epoca assessore alle Infrastrutture e membro del comitato di vigilanza di Infrastrutture Lombarde)