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Sono tornati i faccioni. Quello triste di Gargamella Bersani non ti molla in tutte le metropolitane, quello sfacciato di chi ha le spalle sempre coperte di Azzurro Caltagirone campeggia negli svincoli autostradali, e via via faccioni nuovi, usati, di foglie di fico, restaurati. La domanda sorge spontanea. Chi li paga? Vi è il legittimo sospetto che possano essere anticipi dei contributi elettorali, quelli bocciati da un referendum e chiamati “rimborsi” per prendere lessicalmente per il culo gli italiani. Ma se sono anticipi, chi anticipa? Privati, banche amiche, lobby. Decenza vorrebbe che gli indecenti faccioni spieghino come pagano le imponenti affissioni che deturpano il Paese. Una risposta sarebbe gradita e anche una rinuncia scritta ai rimborsi elettorali come per ora ha fatto solo il M5S. Faccioni a scrocco, rispondete!