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Abu Omar, un imam di origini egiziane, fu rapito da agenti della Cia a Milano il 17 febbraio 2003 e trasportato ad Aviano, da lì in Germania e quindi a Il Cairo.
E’ stato incarcerato ad Alessandria d’Egitto e torturato con comodo con pestaggi a sangue legato a una croce, elettroshock ed esposizione a rumori e temperature estreme.
Oggi è ancora in carcere.

Abu Omar era protetto dalle leggi italiane, aveva ottenuto asilo politico nel 2001.

I rapitori, 22 agenti della Cia del gruppo “Rendition Group”, hanno lasciato dietro di sé tante e tali prove che dovrebbero essere licenziati dal governo USA per incompetenza.

Le loro telefonate sono state intercettate, i loro spostamenti (grazie ai cellulari tenuti accesi) individuati. Hanno soggiornato senza cautele negli alberghi milanesi.
Si sono mossi come se fossero a casa loro.

Peccato che alcuni italiani non siano d’accordo.
Tra questi ci sono i procuratori aggiunti di Milano Armando Spataro e Ferdinando Pomerici che hanno chiesto per i rapitori il mandato di arresto europeo e rogatorie negli Stati Uniti.

La richiesta è al vaglio del dipendente Castelli, che ha chiesto di avere copia di tutti i documenti giudiziari prima di dare il via libera alla ricerca e all’estradizione in Italia dei rapitori.
E’ evidente che si fida di più della Cia che della Procura di Milano.
E, dal suo punto di vista, come dargli torto?

Oggi è Natale.

Chiedo un regalo ai servizi segreti di qualunque potenza straniera (anche piccola) presenti in Italia.
Senza farsi intercettare, con mezzi propri, con molta discrezione, trasportino all’estero 23 deputati italiani condannati in via definitiva.

La lista gliela fornisco io.

Ancora Buon Natale! Beppe Grillo