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“Ieri abbiamo iniziato con l’audizione in commissione Cultura alla Camera di Giuliano Ferrara. Nel corso del suo intervento l’ex direttore de “Il Foglio” (giornale che ha ricevuto in questi anni circa 30 milioni di fondi pubblici) ha illustrato l’esperienza del suo giornale e descritto l’ottimo rapporto avuto con Silvio Berlusconi che è sempre stato vicino alla testata, arrivando addirittura a finanziarla attraverso la sua ex moglie. Ferrara ha candidamente dichiarato che la stampa davvero libera è solo una sciocchezza ideologica e ha ammesso che la carta stampata, cito testualmente, “farà la fine dell’opera lirica“, ossia sarà tutelata per una questione romantica.
Per quale motivo lo Stato dovrebbe spendere anche un solo centesimo di soldi dei cittadini per tenere in vita una, ennesima, voce di un soggetto (in questo caso Berlusconi) che già ne possiede decine e decine?! Questa la domanda che ho posto a Ferrara. La risposta è stata tutto un vano tentativo di dimostrare che “Il Foglio” non è mai stato un giornale di parte in questo senso. L’altra domanda da me posta è stata la seguente: “Pensa che il finanziamento pubblico debba essere necessariamente legato ad una seria legge sul conflitto d’interessi?” Ferrara ha detto che siccome Eni finanzia “Il Foglio” non si parlerà mai male di Eni su quella testata, così come non si parlerà mai male di FIAT su “La Stampa“. Tutto quanto è uscito dalla bocca di Ferrara è quanto noi vogliamo combattere!” Giuseppe Brescia, Commissione Cultura M5S