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Federico Pizzarotti si è preso il suo tempo come è giusto. Non ha nominato cani e porci, amanti e lobbisti, parenti e amici o condannati in via definitiva nella sua giunta. Altrimenti ci avrebbe messo un attimo come fanno gli altri partiti. I cosiddetti professionisti della politica hanno affogato Parma nei debiti e a loro nessuno oggi chiede il conto. Tra chi vede la pagliuzza nell’occhio degli altri, ma non la trave nel proprio posteriore, spicca con un suo articolo il famoso critico televisivo Aldo Grasso, promosso editorialista domenicale dal Corriere della Sera in virtù di decenni passati a analizzare Furia cavallo del West, Amici, Sbirolino e lo Zecchino d’oro. Se Montanelli uscisse dalla tomba, di via Solferino non rimarrebbero neppure le macerie.