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Una nota di risposta al mio post “Foto segnaletiche” dei Popolari-UDEUR, il partitone ceppalonico, riporta:
– il provvedimento di indulto non è uno strumento in mano al ministro della Giustizia, ma dell’intero Parlamento, che l’ha approvato con una maggioranza di 800 voti (noi non c’entriamo, ndr)
– … fatti drammatici come quello di Treviso. Delitti cruenti, commessi da farabutti, che sono e restano tali, indipendentemente dal provvedimento di cui hanno beneficiato (la colpa è del farabutto, non dell’indulto, ndr)
Mastella, ti hanno lasciato solo con la patata bollente, anche i tuoi prendono le distanze. Ti sono rimasti solo Benigni e la parabola del centurione.
Pubblico la lettera dei MeetUp di Treviso, vicino al comune di Gorgo al Monticano dove è avvenuto il massacro.

Caro Beppe,
dopo aver vissuto sulla nostra pelle il senso di nausea e di angoscia per il massacro di Gorgo al Monticano siamo rimasti sconcertati nell’apprendere che “Uno dei tre, condannato per stupro, era fuori per l’indulto” ed abbiamo subito pensato che la responsabilità dell’accaduto non fosse solo degli efferati esecutori del duplice massacro, ma di chi aveva permesso agli assassini di tornare a delinquere.
“Devono rinchiuderli e buttare via le chiavi” “…erano i nonni migliori del mondo”: sono le parole dei piccoli Laura e Alessio, 10 e 9 anni, che si sono visti portare via i nonni in quel modo crudele.
Quando si viene a sapere che uno degli autori del delitto era in libertà grazie all’indulto allo sgomento si aggiunge la rabbia e la paura che simili fatti possano verificarsi di nuovo.
Crediamo che la tua iniziativa di offrire assistenza legale ai familiari delle vittime di Gorgo per fare causa al Ministero della Giustizia sia uno stimolo e un aiuto per inchiodare i promotori dell’indulto alle loro responsabilità: l’indulto è stato votato contro il volere della maggioranza dei cittadini.
Quanto ai Popolari-Udeur che si sono permessi di criticarti ci chiediamo se ricordano l’articolo 110 della Costituzione che assegna al Ministro della Giustizia il compito di curare “l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.”. A chi dovremmo rivolgerci? Al Ministro delle pari opportunità?
Tutti ricordano bene chi ha votato l’indulto ovvero tutti a parte IDV, Lega, AN e Pdci e se l’On. Mastella, oltre ad aver votato a favore dell’indulto riveste anche il ruolo di Ministro della Giustizia deve accollarsi tutti i problemi che ha creato e sta creando alla popolazione.
Si afferma che l’indulto è stato chiesto a suo tempo da Giovanni Paolo II. Giovanni Paolo II non c’era più quando il Parlamento ha approvato la legge “vergogna” sull’indulto; in ogni caso chiedeva condizioni più umane per i carcerati ma non la loro scarcerazione…
Come scrisse Marco Travaglio al Ministro Amato: “E’ vero che le carceri scoppiavano, ma si poteva fare altrimenti. Bastava dire la verità. Invece il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, annunciò che, per liberare 15mila detenuti, ci voleva un indulto di 3 anni. Gli esperti, come D’Ambrosio, affermarono che con un indulto di 3 anni ne sarebbero usciti almeno il doppio mentre per quei 15 mila bastava 1 anno, al massimo due.” Ora, continuava Travaglio:”Si scopre che in 9 mesi sono usciti 26.201 condannati definitivi, più almeno 10.000 imputati in custodia cautelare: oltre 100% in più di quelli annunciati.”
L’indulto ha prodotto un’ondata di criminalità inarrestabile, uno dei tre arrestati per l’omicidio di Gorgo ha affermato: “*Tanto non riuscirete a tenermi in carcere per più di qualche giorno”…è ancora convinto di poterla fare franca, com’è già successo altre volte da quando è arrivato in Italia…
Le vittime dell’indulto si aspettano un risarcimento sia morale che materiale da chi cura “l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.”
Nell’attesa ci auguriamo che i parlamentari diano l’esempio rinunciando alla scorta per darla ai cittadini italiani indifesi ed esposti agli attacchi degli ‘indultati.” Maurizio

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