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“Dopo la notizia riportata sulla stampa dell’assegnazione di un appalto Expo a una società che usa i software della Netbook, azienda di Stefano Ceci, consigliere e braccio destro del ministro Dario Franceschini, M5S Lombardia si è subito mosso con una richiesta di accesso agli atti per verificare che non siano state percorse corsie preferenziali riservate alla politica, e tutelare così tutti gli imprenditori impegnati nella gara. Perché, se anche il bando è stato vinto regolarmente, è quanto meno singolare, per non dire sospetto, che una società creata alla fine dello scorso maggio e registrata a giugno si sia aggiudicata in una manciata di giorni l’appalto per Explora, la società pubblica che si occupa di gestire la promozione di Expo 2015 (di cui il 45% del capitale in mano a Camera di Commercio Milano, il 20% Regione Lombardia tramite Finlombarda, il 20% Expo spa e il 15% Unioncamere Lombardia). Il conflitto di interessi è palese e, a prescindere dai prossimi accertamenti, l’assegnazione del bando rimane una procedura totalmente inopportuna. Dopo gli arresti e le infiltrazioni mafiose l’ultima cosa di cui il paese ha bisogno è di nuovi sospetti, a maggior ragione se si tratta di esponenti politici che rappresentano il Governo, ovvero il maggior azionista di Expo. Eppure più ci avviciniamo alla manifestazione e più le nubi su Expo e tutto ciò che ruota intorno ad esso aumentano, e ogni giorno Raffaele Cantone si ritrova per le mani una nuova gatta da pelare. Già impegnato sulle due gare andare deserte per l’assegnazione dei ristoranti nelle aree comuni di Expo, probabilmente proprio con la speranza di riuscire a trattare direttamente con Expo, ora dovrà fare luce anche su questa vicenda. Ci piacerebbe sapere cosa ne pensa il sottosegretario regionale all’Expo, Fabrizio Sala, di questo aspetto. Non sono questi i casi dove ci piace avere sempre ragione. Eppure ogni giorno le notizie e i fatti di cronaca continuano a dare forma alle nostre previsioni”.
M5S Lombardia