Condividi

“Più che una privatizzazione è un saldo di Natale. Una svendita di stagione, un mezzo regalo agli amici. Con buona pace dei gioielli di famiglia e di una delle infrastrutture più strategiche e importanti d’Italia.
Il governo mette in vendita Fs per fare cassa. Lo fa senza razionalizzare il piano. Servono soldi, e in nome di un’esigenza di contanti rinuncia a una delle infrastrutture principali e la svende. Insomma, è come vendersi i tubi dell’acquedotto per poter erogare acqua frizzante.
Ferrovie dello Stato italiano Spa rappresenta una delle più grandi realtà industriali del Paese con un personale di circa settantamila persone chiamate a gestire oltre 8mila treni al giorno, 600 milioni di passeggeri e 50 milioni di tonnellate-merci all’anno su un network di oltre 16.700 km.
Eppure un modo per far quadrare i conti ci sarebbe. Lo abbiamo sottolineato in numerosi emendamenti, ordini del giorno, audizioni in Commissione.

VIDEO Pendolari senza sicurezza

Basta una razionalizzazione di opere inutili, e anzi dannose, a far quadrare i conti. E quindi: stop alla Torino-Lione, al Terzo Valico di Giovi, al Mose, alla Pedemontana Veneta, la tangenziale esterna et di Milano. Interrompiamo il flusso costante e continuo di soldi a progetti inutili o peggio dannosi. Lo abbiamo chiesto al governo attraverso una mozione letta in aula da Diego De Lorenzis: di elaborare una nuova, più seria e più lungimirante politica di abbattimento del debito pubblico che non preveda l’alienazione del patrimonio che risulta invece essere dannosa e controproducente, producendo degli effimeri e temporanei risultati di cassa, persino dannosi nel lungo periodo.
Stop alla privatizzazione delle Ferrovie, sì a un piano per il Trasporto pubblico locale.
Stop alle opere pubbliche inutili e con i soldi risparmiati aiutiamo il bistrattato sistema di trasporto pubblico. Per un’Italia davvero europea, invertiamo subito la rotta.” M5S Parlamento