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Intervista a Guido Harari
(12:00)

Gaber ci manca e purtroppo non può tornare, era inimitabile e libero, soprattutto libero. Detestato dagli intellettuali di regime e dal Potere, quello con la P maiuscola che fece uccidere Pasolini, un’altra voce critica del secolo scorso. Gaber diceva vent’anni fa cose che il pensiero omologato rifiuta ancora oggi.

I partiti sono inadeguati a rappresentare la gente. Ora sembra che – non votando o votando cose senza senso e stravaganti – almeno un italiano su tre l’abbia capito, forse anche di più. Gli unici che non se ne accorgono sono loro, i partiti, che si ostinano a restare, magari rinnovandosi“. (1993)
Destra, sinistra, centro sono etichette scomparse. Esistono uomini di destra, di sinistra o di centro. Il superamento della forma partitica significa questo: concedere alla gente di votare le persone“. (1993)

Intervista a Guido Harari, fotografo e autore di “Quando parla Gaber:

Gaber oggi (espandi | comprimi)
Guido Harari– Sono Guido Harari, fotografo, autore di libri, l’ultimo che ho realizzato si intitola “Quando parla Gaber” ed è una sintesi del suo pensiero, soprattutto civile sviluppato per temi.
Blog – Oggi Gaber è ancora vivo nella cultura, nella politica, nella vita sociale?
Guido Harari – Gaber è vivo come desiderio di resistenza e di indignazione e di provocazione, è un cane sciolto, e come tale lui diceva che era il terzo partito, come tale non si allinea alla religione della politica,

Gaber e la partecipazione (espandi | comprimi)
Blog – Libertà e partecipazione…
Guido Harari – “La libertà”, questo è il titolo corretto della canzone, è sicuramente uno dei brani più ricordati di Gaber, lui aveva fatto una riflessione su questa canzone che ha avuto successo da tutte le parti dell’arco politico, sosteneva che nel momento in cui si fa un’affermazione, questa diventa buona per tutti e la cosa non gli era piaciuta,

Gaber e la politica (espandi | comprimi)
Blog – Tu hai un ricordo personale di Gaber, una cosa che ti ricordi più di altre che ti riguarda direttamente?
Guido Harari – Una cosa che mi viene così… sono cose che fanno riflettere nel momento in cui ti incontri una persona di questo calibro, ricordo che aveva una curiosità infinita nell’incontrare il pubblico, le persone, non si risparmiava, incontrava il pubblico prima dello spettacolo, dopo lo spettacolo, accettava di partecipare a delle manifestazioni