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Vorrei fare un appello alla criminalità organizzata. La prima potenza economica del Paese. La prima industria. Temuta anche da Putin, che dopo alcune affermazioni avventate ha subito ritrattato. Bush invece non ha mai sollevato problemi da quando è stato informato sulla fine di John Kennedy.
Le mafie hanno vinto. Si sono annesse città, province, regioni. Bisogna essere leali e riconoscerlo. Chi vince, vince. Ma non bisogna esagerare. Senza un avversario si perde il senso della competizione. Le Procure stanno fallendo. Non hanno più carta, benzina, toner, computer. La Procura nazionale antimafia si è subito attivata. Ha inviato alla Procura di Catania 20 ticket benzina da 10 euro. Servono giusto per mezz’ora di inseguimento. Se i magistrati del pool antimafia si dimettono. Se i fondi vengono tagliati del 50%. Se la giustizia è ceppalonica. Allora non c’è più gioco.
La criminalità fattura in alcune regioni più di tutto il resto dell’economia messo insieme. Una donazione in nero, estero su estero alle Procure è quindi un nonnulla. Va fatto per senso di sportività. Ognuno si adotta la sua. Il rischio di perdere non ci sarebbe comunque e sarebbe assicurata una bella figura. Ogni mafia adotti, per competenza territoriale, la sua Procura. Faccia recapitare qualche pacco di carta da fax, dei pc di contrabbando, qualche auto rubata con il pieno. Magari anche rotoli di carta igienica. Dia ai cittadini la sensazione che lo Stato esiste ancora. E’ solo un’illusione. Ma è meglio di niente.