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Paolo Gentiloni è un uomo del Sistema da sempre, senza alcun titolo per la carica di ministro degli Esteri. Ha salvato Rete 4 quando era ministro delle Comunicazioni. Chiamò al telefono Confalonieri e si fece spiegare per bene come fare per porre la deroga ai termini del digitale terrestre. E Berlusconi fu accontentato. E’ l’uomo dei finanziamenti fiume alla stampa, il padre dei giornali di partito. Ha provato più volte a tappare la bocca alla rete per le grazie del suo padrone, Rutellli, di cui era addetto stampa al comune di Roma. Che negli anni gli ha “prestato” anche il nome quando c’era da compiere sporchi affari, come la legge Levi-Prodi, scritta sotto dettatura di Berlusconi e De Benedetti. Paolo non la lesse, come lui stesso ammise, Poi c’è lo scandalo delle licenze WiMax, altra vecchia storia per i soliti favoritismi. Gentiloni oggi è il corresponsabile del potere mediatico che per decenni si è divorato il nostro Paese. E’ l’usato sicuro di Matteo Renzi, il suo uomo Rai, il fido perfetto. Era importante piazzarlo, non importava dove, ma serviva piazzarlo. Anche per tenere in piedi il patto del Nazareno. Gentiloni è l’uomo perfetto, emblema di un Paese morto e senza speranze: conte e nobile di famiglia, milionario da sempre, comunista da salotto e pseudo-giornalista.” M5S Parlamento