Condividi

Gianluca Danise, morto pochi giorni fa a causa dell’uranio impoverito, ha percepito la metà della pensione che gli spettava: l’Inps ha sbagliato a calcolarne l’assegno pensionistico; inoltre non ha corrisposto l’interdipendenza della causa di servizio e ai suoi conteggi mancano gli assegni famigliari

“Un militare che si è ammalato in servizio.
Un militare che era agli sgoccioli della sua troppo breve vita. Ha chiesto aiuto allo Stato, ha ricevuto in cambio un bluff.
Una moglie, una bimba nata da un anno, e tre diagnosi infauste. L’una dietro l’altra.
L’ultima, quella che lo ha costretto immobile in un letto di ospedale e che alla vigilia di Natale lo ha ucciso.
Un militare che si è reso conto di non avere più tempo, e che ha dedicato gli ultimi giorni di vita a un’unica battaglia: ottenere quanto glie è dovuto dalla legge per assicurare una dignitora sopravvivenza alla sua famiglia.
Questa è la storia di Gianluca Danise, classe 1973, campano, che dopo essere stato impiegato all’estero, nei territori di guerra, ha dovuto anche combattere contro un’ottusa burocrazia.

VIDEO Uranio impoverito – L’indagine di Report

E contro lo stesso Stato che lo ha definito con tanto di decreto e carte bollate Vittima del dovere.
Gianluca era un maresciallo dell’Aeronautica, è stato in missione in Kosovo, Albania, Eritrea, Afghanistan, Irak, Gibuti e il suo male è lo stesso che in forme diverse ha già ucciso 311 militari e ne ha colpiti più di tremila. Si chiama: uranio impoverito. Due parole che indicano il materiale con cui sono costruite le teste di guerra delle munizioni usate dalla prima Guerra del Golfo ad oggi. Due parole che le forze armate italiane fanno ancora fatica ad associare a queste patologie, a differenza di quasi tutti gli altri paesi europei e non. Eppure Gianluca non ha fatto nulla di diverso dai suoi colleghi francesi, inglesi, spagnoli, americani. Solo che gliel’hanno fatto fare senza alcuna precauzione. Lui ha ricomposto i corpi sventrati dei suoi compagni dopo l’attentato di Nassirya. È stato un eroe, è morto calpestato dallo Stato.

Ebbene Gianluca ha percepito la metà della pensione che gli spettava. Perché l’Inps ha sbagliato a calcolarne l’assegno pensionistico, negando al Maresciallo dell’Aeronautica la pensione privilegiata ordinaria, e non ha liquidato – a leggere le carte – il secondo bonifico del TFR “per mancanza di fondi”; inoltre non ha corrisposto l’interdipendenza della causa di servizio (che giace ancora presso la commissione che risulta essere in arretrato di 2 anni rispetto alle pratiche da esaminare). Ai suoi conteggi mancano gli assegni famigliari; l’assegno corrisposto per la bambina che ha un anno è invece corrisposto per una figlio di oltre 3 anni e l’INPS non ritiene valido il certificato di nascita della bambina inviato dal Maresciallo.

È stato l’Osservatorio Militare di Domenico Leggiero a denunciare la storia di Gianluca. Noi del Movimento 5 Stelle non ci siamo voltati dall’altra parte come hanno fatto altri. Come ha fatto addirittura lo Stato. Il ministro Pinotti aveva addirittura telefonato al maresciallo promettendo un aiuto che non è mai arrivato.

La vicenda di Gianluca Danise ci veniva raccontata proprio mentre la commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito nasceva ufficialmente a sei mesi dalla sua costituzione. I nostri Giulia Grillo e Gianluca Rizzo (che è segretario di presidenza) ne faranno parte.
E Luigi Di Maio ha presentato un’interrogazione al ministero della Difesa per fare luce su questa storia assurda e drammatica.
Non solo: ha anche scritto al presidente dell’Inps, Tito Boeri, per chiedere una verifica su conti, tabelle, decreti. E che avvenga presto.
Abbiamo saputo che – poco prima dell’ultimo saluto a Gianluca . l’Inps ha telefonato dicendo che avrebbe aggiustato le cose.
Peccato che nel frattempo il maresciallo sia morto e adesso bisognerà rifare i conti.
Noi del Movimento 5 Stelle non molleremo mai, e lotteremo affinchè la giovane vedova Danise e la piccolina possano ricevere tutto il sostegno necessario e dovuto.
Lo Stato non può schiacciare così chi lo ha servito con onore e abnegazione fino all’estremo sacrificio.” M5S Parlamento