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“Un nuovo bersaglio pare profilarsi all’orizzonte del Movimento 5 Stelle. L’Expo 2015 di Milano è stata definita ieri una “speculazione insensata ai danni di un intero territorio asservita all’unico obiettivo di nutrire la casta“. […] In Italia serpeggia in maniera preoccupante un sentimento antimoderno e anti industriale secondo il quale qualsiasi intervento sul territorio, costruzione di grattacielo o strada, rigassificatore o infrastruttura digitale, nasconda esclusivamente interessi che con la cittadinanza e le comunità non hanno alcuna relazione. […] Quando un movimento ampiamente rappresentato in Parlamento come i 5 Stelle si appresta a fare dell’Expo 2015 di Milano un altro caso Tav, è evidente che si vogliono alimentare sentimenti che con le opere in sé non hanno nulla a che fare. Qualsiasi iniziativa viene letta attraverso la lente del sospetto e della diffidenza. Se il “no” è totale e diventa rifiuto, si supera la logica del controllare che i soldi pubblici vengano usati per il bene della comunità. I “no” non sono più chirurgici, finalizzati cioè a eliminare gli aspetti dannosi che in qualsiasi iniziativa possono emergere; in realtà, si punta a bloccare l’agire economico.” Daniele Manca – leggi l’articolo integrale