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“All’inizio la storia dei Cinque stelle è sembrata un piccolo spettacolo allestito da due impresari che intendevano raccattare un po’ di pubblico. Uno era un comico al di là dei sessant’anni, ormai fuori moda, ignoto ai giovani della movida e dei rave party: Beppe Grillo. L’altro era un manager che discettava di fantapolica e immaginava un pianeta dove tutti sarebbero stati felici: Gianroberto Casaleggio, un sessantenne. E sulle prime il loro è sembrato un banale cabaret, abbastanza volgare. […]
La coppia G&B ha già prodotto una serie di disastri. Il primo è di aver contaminato la politica italiana, e gran parte della nostra società, con il virus della violenza e della vendetta. […] Ma di fronte al virus della violenza, ripetuta e gridata da Grillo & Casaleggio, per di più rimesso in circolo a tutte le ore del giorno dai media televisivi, mi domando se ne usciremo indenni. Oppure se il loro veleno non abbia già prodotto effetti che per ora non misuriamo. Se il conflitto politico deve essere comunque un atto di forza, non vedo perché il seguace di G&B non debba metterlo in pratica contro il vicino di casa che rifiuta il vangelo pentastellato. […] Nei suoi ultimi comizio Grillo si affanna a gridare: “Saremo cattivi, ma senza violenza”. Spiega che i processi contro politici, giornalisti e imprenditori saranno soltanto dei “processini on line”. Ma al tempo stesso continua a ripetere che la vittoria dei Cinque stelle alle elezioni europee produrrà “l’Apocalisse”. Un terremoto che avverrà di certo perché, giura Grillo, “noi vinciamo, anzi stravinciamo!”. […] sia nel caso che vinca, come nel caso che perda, Grillo rimarrà un incubo che non sparirà più dalla nostra vita e di cui sarà impossibile liberarci. […] Per farla corta, comunque vada il voto di oggi, Grillo e le sue truppe resteranno qui a guastarci le giornate. Implacabili, vociferanti, impegnati senza tregua a tenere alta una tensione che fa del male a tutti, tranne che a loro. Infatti se la tensione cala, sparisce la maschera. E Grillo appare quello che è: un parolaio isterico, un predicatore pazzo. Del resto, i Cinque stelle sono il sintomo più vistoso della nostra decadenza come nazione. E dureranno ancora per parecchio tempo. Sino a quando non arriverà qualcosa o qualcuno, una Depressione finale o un dittatore, che li spazzerà via insieme a tutti noi”.
Giampaolo Pansa, Libero