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“Grillo e Casaleggio hanno fallito l’obiettivo di diventare primi in Italia e per contare qualcosa in Europa hanno raccattato il peggio di quel parlamento, mettendo insieme ex fascisti, xenofobi, qualunquisti. Non deve stupire. Solo in Italia si è pensato che Grillo fosse una costola della sinistra e non un pezzo della destra più impresentabile. La storia potrebbe finire qui. Loro insultano, io me ne infischio. Solo che io vorrei tenere il punto. Ho sostenuto e sostengo che Beppe Grillo, per via della vicenda per cui è stato condannato, dovrebbe star fuori dalla politica e dalla vita pubblica. Invece per lo stordimento e la viltà della politica ufficiale questo signore, che dovrebbe coprirsi il capo di cenere ogni giorno, continua a fare il moralizzatore, vuole insegnarci a vivere, si auto-nomina modello di riferimento morale. Molti consigliano anche a me di lasciar stare questa parte brutta della biografia di Grillo. Personalmente lo farei se non fosse che è capitato a me di perdere un genitore per l’attività di un conducente d’auto che non ha pagato il prezzo del suo delitto e se non fosse che pretendo che chi fa la morale sia ineccepibile. Grillo non lo è. Non può quindi fare la morale e se il suo mondo preferisce condannare i ladri e tacere su vite umane perse io sento che questo stesso mondo non è sano e non è utile per moralizzare l’Italia”.
Peppino Caldarola, Lettera43