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“Negli ultimi 17 anni, prima dell’arrivo del M5S in Parlamento, la Camera dei deputati si è espressa 21 volte per la richiesta di arresto per un suo componente. Sei volte nella XIII legislatura durante la quale vennero “graziati” un tal Cesare Previti (poi condannato in via definitiva nel 2006 per corruzione in atti giudiziari nel processo IMI-SIR e nel 2007 nel processo Lodo Mondadori e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici) e un certo Marcello Dell’Utri, ormai pregiudicato per concorso esterno in associazione mafiosa. Il 12 luglio 2006 (XV legislatura, governo di centro-sinistra) venne salvato un tal Raffaele Fitto, uno dei nomi più gettonati alla successione del “mariuolo brianzolo” in Forza Italia, mister preferenze in Puglia nonché condannato in I grado a 4 anni per corruzione, abuso d’ufficio e finanziamento illecito ai partiti. Nella scorsa legislatura la Camera respinse la richiesta d’arresto per Cosentino (graziato ben 2 volte) e per un certo Milanese, ex-deputato del PDL recentemente arrestato nell’ambito dell’inchiesta MOSE. La Camera ha votato 21 volte e per 20 volte ha respinto la richiesta di arresto avanzata dalla magistratura. Solo nel caso di Alfonso Papa votarono a favore della custodia cautelare, 1 su 21, lui sì che dovrebbe parlare di “fumus persecutionis”.
Poi sono entrati i cittadini nelle Istituzioni. Avremo i nostri difetti, avremo sbagliato qualche parola, ma nessuno ci comanda, nessun inciuco piduista ci influenza, nessun potentato ci ricatta. Combattiamo affinché il sacro principio del “Tutti sono eguali di fronte alla legge” trovi soprattutto nel Parlamento italiano lo spazio che merita. Abbiamo combattuto per costringere la Camera a votare prima delle elezioni l’arresto del deputato PD Genovese. Abbiamo fatto pressione perché non si votasse con il voto segreto. Lo stesso è accaduto oggi. Forza Italia le ha tentate tutte per far slittare il voto su Galan. Questa mattina è stata convocata una capi-gruppo urgente con l’obiettivo di salvare il deputato in questione accusato di essersi intascato 1 milione di euro di tangenti all’anno. Il nostro esserci, il nostro uso dei social, il nostro chiedere a gran voce regole uguali per tutti e giustizia ha “costretto” l’attuale maggioranza a votare favorevolmente all’arresto sia per Genovese che per Galan. Una volta su 21 in 17 anni. Due volte su due con il MoVimento in Parlamento. Sia chiaro, noi non esultiamo se un deputato viene arrestato, nessun applauso è partito in aula ne dopo il voto su Genovese ne oggi. Noi pretendiamo giustizia, soltanto giustizia. Perché se un magistrato chiede l’arresto di un cittadino, il cittadino va in galera, mentre se il cittadino è anche deputato deve essere sempre salvato? E’ una cosa accettabile nel paese più corrotto d’Europa? Io rispetto la magistratura, non ho commentato la recente assoluzione per B. anche perché non servono ulteriori fatti per dimostrare che B. sia un pericolo per la società. Io rispetto l’indipendenza dei giudici. Oggi i giudici indipendenti sanno che in Parlamento c’è una forza politica che rispetta il loro lavoro e che vota dopo aver studiato le carte, non dopo aver contato banconote o aver pensato alle opportunità degli inciuci”.
Alessandro Di Battista, Portavoce M5S Camera