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Il Blog si occupa della vicenda di Riccardo Rasman dal 2008 e ne ha seguito le principali udienze. Nel 2009, nell’ambito del processo per la prima volta nella storia della Repubblica, degli agenti della Polizia di Stato sono stati condannati per omicidio colposo.
Daniele Martinelli, che realizzò i video per il Blog, fu querelato per diffamazione e ci ha gentilmente inviato la sua testimonianza:
“Ricordo ancora la querela penale per diffamazione che ricevetti dai legali degli agenti condannati per l’omicidio di Riccardo Rasman. Non gli era piaciuto come avevo raccontato sul blog di Beppe la vicenda della loro irruzione nel piccolo appartamento della vittima. Riccardo Rasman morì legato e incaprettato col fil di ferro. Per loro fu troppo definire “aggressione” quel tragico blitz. S’attaccarono alle parole nella speranza di aver ragione. Nel frattempo, loro, sono stati condannati per omicidio anche se non hanno fatto nemmeno un giorno di galera. Non solo. Non hanno nemmeno smesso i panni degli agenti, visto che da Trieste sono stati trasferiti a Mestre. La querela si è tradotta in una sola udienza svoltasi al tribunale di Trieste nel 2011. Il mio legale ha chiesto ottenuto il trasferimento del procedimento a Milano per competenza territoriale. Ad oggi, dopo ormai 7 anni, nessun pm del palazzaccio meneghino ha ancora deciso se procedere o se archiviare. Dato il tempo passato, la querela dovrebbe essere ormai caduta in prescrizione.”
Adesso il ministero dell’interno e i 3 poliziotti condannati nel 2009 sono stati condannati al risarcimento di 1.200.000 euro nei confronti della famiglia di Riccardo.

“Il ministero dell’Interno è stato condannato, con tre poliziotti, a risarcire per un milione e 200mila euro i famigliari di Riccardo Rasman, il disabile morto a Trieste nel 2006 dopo un’irruzione della polizia in casa sua. Il legale della famiglia, Claudio Defilippi, presenterà appello perché ritiene la somma non sufficiente. “Questo“, ha detto il legale, “è un caso ancora più grave di quello di Federico Aldrovandi per il quale lo Stato è stato condannato a pagare circa il doppio“. Nel 2009 sono stati condannati gli agenti Mauro Miraz, Maurizio Mis e Giuseppe De Biasi a sei mesi con la condizionale. I tre non sono mai andati in carcere e sono tutt’ora in servizio. Defilippi contesta il fatto che il giudice civile di Trieste non abbia riconosciuto ai famigliari il danno patrimoniale e quello “tanatologico“, ovvero il danno subito da Rasman e tramandabile alla sua famiglia. Famiglia che è “stremata, dopo dieci anni di battaglia contro lo Stato“, ha spiegato il legale secondo il quale, in attesa di un pronunciamento in appello, “lo Stato potrebbe almeno pagare quei 500mila euro che aveva offerto in via transattiva” ma che i famigliari di Rasman non avevano accettato perché avrebbe posto fine alla causa.” fonte