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Siamo in Afghanistan per combattere i feroci talebani (o per pagarli?). Per salvare donne e bambini. Dei profughi afghani, dei ragazzi afghani, presenti in Italia invece ce ne freghiamo.
“Abbiamo un problema. Quanto è credibile lo Stato Italiano? In otto anni di guerra in Afghanistan abbiamo speso oltre 2,5 miliardi di euro, inviato nei diversi avvicendamenti dei contingenti almeno 10 mila soldati, con una presenza fissa adesso di 3 mila e 22 di loro sono rientrati in Italia solo in bare di legno avvolte dal Tricolore. Tutto questo perché, tra i principali obiettivi della missione c’è quello di garantire la sicurezza, una vita quotidiana tranquilla a milioni di afgani. Ma saremo realmente in grado di mettere in salvo 25 milioni di afgani dalla ferocia dei talebani, dai proiettili degli Ak-47, dagli Ied se nel cuore di Roma alle spalle della stazione Ostiense non siamo in grado di proteggere 150 profughi afgani da pioggia, pulci, topi e soprattutto a preservarne la dignità? Su di loro, lunedì, incombe l’ennesimo sgombero”. GIULIO RECCO