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Nei prossimi giorni a Milano proveranno ad abbattere centinaia di alberi di 70/80 e 90 anni. per sostenere questa battaglia. Di seguito la trascrizione integrale. Salviamo gli alberi!

l’intervento del premio Nobel Dario Fo alla Notte degli Alberi di Milano

“A Milano sta succedendo qualcosa di straordinario: quasi un miracolo! C’è della gente che va per strada di notte a festeggiare gli alberi, gli alberi! Gli alberi che sono intatti in questo momento ancora, speriamo per sempre, e che qualcuno ha cercato di abbattere se non fosse intervenuta la popolazione con una bella decisione, beh… sarebbero tanti gli alberi segati e buttati a terra come è successo in altri tempi. E questo di rispettare il valore culturale, proprio, importante dell’albero, mi trova d’accordo, nella storia di Milano soprattutto. Se si pensa che il primo gesto di violenza inaudita, condotto a Milano da Federico Barbarossa quando riuscì a sfondare il muro, cosa fece? Se la prese con gli uomini forse da subito? Gli alberi, perché sapeva che gli alberi erano lo spirito di questa città e ce ne erano molti ed erano sacri addirittura per la gente di Milano. E li ha fatti segare uno dietro l’altro, poi ha cercato di mettere su non falò e non riusciva perché era piovuto la notte, erano bagnati… quindi li ha lasciati lì e il giorno dopo erano spariti gli alberi segati perché la popolazione se ne era impossessata, li aveva nascosti ed era qualcosa che dovevano ricordare, non si sa dove, come… ma fatto sta che appena la città ritornò libera, ecco che ritornarono gli alberi, piccoli alberi questa volta che dovevano crescere, crescere fino a 100 anni e anche più e poi un’altra volta furono abbattuti.

VIDEO L’appello di Casaleggio: “Salviamo gli alberi di Milano!”

La storia di Milano è piena di questi argomenti un po’ brutali, invece l’amore, la passione per gli alberi è altissima. Pensate soltanto una cosa: i fiori prodotti da un gruppo di alberi proprio dove io abito Corso di Porta Romana, mi affaccio e soltanto 4/5 anni fa c’erano ancora degli alberi che di primavera davano fiori stupendi, perché erano importanti per la popolazione? Perché lì c’era il centro dei tram, di lì passavano, partivano i tram per certi momenti felici, festosi, i matrimoni per esempio, si faceva il matrimonio con il tram o con due tram e poi anche i funerali, i funerali per i poveri che non avevano la possibilità di prendersi un carro e arrivare fino al cimitero, il comune, stiamo parlando di quasi un secolo fa, dava la possibilità a chi non aveva mezzi, di adoperare il tram, così che tutti gli amici e parenti potessero accompagnare l’amico o la donna fino al cimitero. Ma coperto tutto questo mezzo il tram da fiori, fiori che si prendevano proprio lì, da un gruppo di piante che fiorivano dalla primavera anzi anche prima, fino all’estate rimanevano e erano il dono della città a chi se ne andava dall’altra parte.
Questi alberi, è proprio una mania, quasi tre anni fa sono stati rasi al suolo perché davano fastidio al progetto dell’architetto che stava adducendo questo palazzo, questo insieme architettonico per farne un luogo di cura. Davano fastidio e non ci sono più i fiori, anche se si dovesse ricostruire un rito qualsiasi.
Fare mente locale, fare in modo che ci si ricordi del peso e del valore degli alberi credo sia importante. Nella tradizione dei lombardi c’è una cosa che voglio ricordare, nei paesi del Lago Maggiore, io sono nato lì, mi ricordo che avevo 5/6 anni e vedevo realizzarsi delle feste, delle feste grottesche dove gli alberi erano i protagonisti. In ogni piccola piazza di un piccolo paese sperduto sotto le montagne, vicino al fiume, ce ne erano una trentina, si piantavano da sempre questi alberi e bisognava difenderli, soprattutto nel mese di maggio perché nel mese di maggio tutti quanti i piccoli paesi cercavano di rubare l’albero agli altri paesi e farsene quasi una collezione e allora i ragazzi stavano svegli e anche le ragazze stavano a tenere compagnia ai ragazzi intorno all’albero si ballava, si cantava per essere pronti a difendere l’albero, non dormire quella notte perché se si perdeva l’albero, si perdeva la dignità e in molti riuscivano a rubare l’albero e a difenderlo fino in fondo con una forza incredibile, l’albero. L’albero come momento di legame, di associazione, di stare insieme, l’albero che è lo spirito di un luogo abitato e dagli uomini.” Dario Fo