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Che aspetto ha l’Italia dall’alto? E di notte? Alejandro Sánchez, un astrofisico dell’Università di Exeter nel Regno Unito, afferma che pochissime persone sanno come rispondere a questa domanda. “Conoscono la forma dello stato o della propria città ma non sono abituati a vederle di notte ed è ciò che rivela una realtà impressionante: l’intensità dell’attività umana”.

In Italia il consumo di energia elettrica pro capite per l’illuminazione pubblica è il doppio di quello della media europea.

Il gruppo Cities At Night, con la partecipazione della NASA e dell‘Agenzia Spaziale Europea, ha lanciato qualche giorno fa una nuova piattaforma online per tutti i cittadini, per aiutare i professionisti a classificare le immagini della Terra tratte dallo spazio. L’app Lost At Night mira a localizzare fino a 90.000 città per scoprire con precisione quali aree del pianeta subiscono il maggiore inquinamento luminoso.

Gli astronauti fotografano la Terra dalla Stazione Spaziale Internazionale, che si trova ad un’altezza di 400 km, compie l’orbita della terra in 45 minuti. Lo scienziato ha un campo visivo fino a 2.000 km di raggio, quindi non sempre sa esattamente quale città sta catturando. Centinaia di km con un secondo, afferma Sánchez, pertanto è molto difficile individuare immagini ad alta risoluzione. Quelle a bassa risoluzione sono più semplici poiché la forma del paese viene rapidamente riconosciuta.

Il nuovo progetto Lost At Night, finanziato con un crowdfunding, mira, attraverso la propria app, a combattere l’inquinamento della luce industriale, sensibilizzare l’opinione pubblica e rendere partecipe i cittadini per combatterlo.

Il sito web propone una fotografia di una città notturna grande; l’utente deve scoprire in un raggio di 1.000 km quale immagine corrisponde a quelle proposte. “Mentre gli algoritmi informatici hanno difficoltà a distinguere tra le stelle, la Luna e le città, le persone sono in grado di riconoscere di più le immagini complesse”, afferma Sanchez.

La prima fase del progetto è nata cinque anni fa e secondo lo scienziato, delle milioni di immagini notturne della Terra che la NASA ha, sono riuscite a classificare e localizzare, attraverso la piattaforma, 3000 immagini, quando l’agenzia spaziale può impiegare 10 anni.

Anche gli umani però commettono errori, quindi questa iniziativa richiede il contributo di cinque persone per immagine per ridurre il margine di errore. Da lì, l’intelligenza artificiale prende il controllo del progetto. Delle 300.000 immagini classificate ad alta risoluzione, 30.000 sono città e solo 3.000 sono localizzate. L’utente lavorerà quindi fianco a fianco con scienziati e intelligenza artificiale per completare questo enigma dell’inquinamento luminoso della Terra.

Volete provare? ecco il sito: https://www.lostatnight.org/