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“Il giudizio dell’Anm, per il tramite del Presidente Sabella, non lascia più dubbi. In materia di giustizia e di lotta alla corruzione la politica dell’esecutivo è da bocciare. Senza tanti giri di parole. Un esecutivo che, di fronte all’ormai straripante fenomeno corruttivo, con politici (la maggior parte del Pd) e funzionari pubblici arrestati, indagati e posti in custodia cautelare, viaggia controcorrente, diventando, persino, loro complice.

Il Governo se la prende con i Magistrati, già penalizzati dalle scarsissime risorse economiche e strutturali, aggravando la loro posizione, sino a delegittimarla e privandola di autorevolezza di fronte all’opinione pubblica. L’esecutivo anziché accanirsi contro i corrotti, si accanisce contro la Magistratura. Le lega quasi le mani! Questo è un atto gravissimo. Primo perché un esecutivo, nel rispetto dei principi di separazione dei poteri degli organi dello stato, deve salvaguardare l’autonomia e l’indipendenza della Magistratura e non incidere negativamente, addirittura, sulle modalità del proprio operato. Questo è avvenuto attraverso la legge sulla responsabilità civile dei magistrati (come se prima i Giudici non fossero responsabili dei propri errori giudiziari) e sulle loro ferie. L’esecutivo al massimo dovrebbe incidere sulla maggior efficienza e organizzazione della giustizia.

Secondo, perché il messaggio che si dà é sempre lo stesso degli ultimi 20 anni. Nelle inchieste di corruzione è sempre colpa dei giudici, mentre gli indagati si sentono sempre poveri perseguitati dalla giustizia. E questo avviene anche davanti all’evidenza di fatti e prove incontestabili. Basta!

Terzo, perché la politica del governo ha inciso negativamente sul sistema di repressione dei reati. Ha approvato, infatti, una legge anticorruzione inefficace. Ibrida. Tutti gli istituti giuridici, tesi a contrastare la corruzione ed il malaffare, in realtà prevedono ampie lacune, anomalie tecniche e scorciatoie necessarie a facilitare la non punibilità per i corrotti. Il falso in bilancio, per esempio, che prevede (grazie al PD) la non punibilità se le variazioni dei bilanci avvengono attraverso la stima – valutazione dei beni (come se la falsificazione dei bilanci avvenisse diversamente…!), è stato bocciato già dalla Cassazione (sentenza n. 33774/15) ed è stato ritenuto meno incisivo di quello fatto nel 2001 da Berlusconi (immaginate dunque cosa ne è venuto fuori). Stessa cosa per il 416 Ter sullo scambio di voto politico mafioso anch’esso bocciato già dai Giudici della Cassazione (sentenza n. 36382/14), considerato che esclude il reato qualora i voti non siano stati estorti con metodi tipici mafiosi (insomma per il legislatore occorre che all’interno delle urne si vada accompagnati dai padrini..). L’autoriciclaggio che non opera qualora il denaro illecito, frutto di corruzione, venga reinvestito in acquisti destinati al godimento e uso personale (per esempio in case, ville, barche, azioni, viaggi, ecc. ). Non contento l’esecutivo aumenta, anche, l’uso del contante (sino a 3 mila euro), dopo aver aumentato la soglia per evadere il fisco sino a 150 mila euro e ridotto a sanzioni ben 112 reati penali (alcuni gravi come abuso d’ufficio, appropriazione indebita, furto, frodi, truffe, ecc.). Contrariamente, invece, il Governo non ha riformato l’istituto della prescrizione, in modo tale che chi non si è potuto salvare dalle tante scorciatoie (di non punibilità) inserite nelle norme appena descritte, possa comunque arrivare all’estinzione del proprio reato. Tanto i processi sono lunghi in Italia e lì non si incide mai. Il PD e la Maggioranza poi non hanno approvato l’uso delle intercettazioni nei reati di corruzione tra privati, le misure cautelari automatiche (come il carcere) per reati gravi come scambio di voto, corruzione, ecc.. Non ha approvato, neanche, l’estensione dell’agente infiltrato per palesare corrotti e sanzionare i reati contro la PA e non ha approvato neanche l’interdizione dai pubblici uffici per i politici e funzionari pubblici corrotti o l’allontanamento di questi ultimi dalla PA. Come anche sul wistleblowing (ovvero la tutela per chi denuncia frodi o truffe nella PA), misura invocata anche da Cantone sugli ultimissimi fatti di corruzione (Anas e assenteismo al Comune di Sanremo). Proposte, queste, tutte del M5S, puntualmente e sistematicamente bocciate.

Come si fa a non accorgersi che la vera priorità del Paese è proprio quella di debellare una volta per tutte la corruzione e lanciare forte il messaggio che lo Stato c’è, è presente e che davvero persegue i corrotti attraverso leggi da far rigorosamente rispettare. Un messaggio chiaro. Semplice. D’altro canto non possiamo più assistere a mazzette, tangenti, appalti illeciti, corruzione, arresti, indagati, inquisiti. Ogni giorno, ogni sacro santo giorno, c’è qualche scandalo. Ogni anno vengono sottratti miliardi, miliardi e ancora miliardi di euro dalle tasche dei cittadini, ai quali poi tagliano tutto. Persino le cure mediche.

Il Governo attuale, sorretto da una delle Maggioranze più inquisite della storia del Paese, non ci riesce. Non ha questa volontà. Non può farlo. Perché, dovendo scegliere, nel gioco di guardie e ladri, da che parte stare, ha già, purtroppo, risposto con i fatti. E la conferma arriva anche dall’ANM. Se per il Governo queste sono le misure più efficaci da adottare per contrastare la corruzione, allora, per il bene del Paese, si faccia velocemente da parte!”
M5s Senato