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“Coloro che in Europa comandano davvero ieri hanno tirato al nostro Presidente del Consiglio un sonoro ceffone per richiamarlo ai suoi doveri: la Cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francoise Hollande, al termine di un bilaterale sul tema dell’immigrazione, hanno chiesto al governo italiano di applicare “la legge comune in materia di asilo“. Sottolineando quindi che attualmente l’esecutivo non lo sta facendo. Infatti il premier si è dimostrato completamente incapace a gestire il fenomeno dell’immigrazione. In particolare Merkel e Hollande chiedono di “aprire al più presto nuovi centri di registrazione degli immigrati al fine di poter poi prendere decisioni precise” circa le richieste d’asilo politico. Proprio perchè attualmente moltissimi che arrivano in Italia non vengono registrati e identificati creando una situazione ingestibile e un pericolo molto serio per la sicurezza interna. Un richiamo che suona come una bacchettata sulle mani del governo italiano, un’umiliante tirata di orecchie che ricorda i famosi sorrisini che Merkel e Sarkozy nel 2011 ebbero per l’allora presidente Silvio Berlusconi e per un’Italia che, a causa sua, non era considerata un’interlocutrice credibile.
Oggi, come allora, l’Italia non è considerata all’altezza della sfida che si trova ad affrontare e il premier, proprio come Berlusconi, viene umiliato da Francia e Germania in conferenza stampa. D’altro canto il fallimento del governo Italiano è sotto gli occhi di tutti: la gestione degli immigrati si è rivelata un ghiotto affare per le Mafie, come raccontano le intercettazioni di Salvatore Buzzi e l’inchiesta sul Cara di Mineo, il più grande centro di accoglienza d’Europa, su cui il governo, più volte incalzato dal M5S, si rifiuta dare risposte. Grazie al premier ci ritroviamo con un’emergenza immigrazione mai così incontrollata e con la vergogna di un Paese che, come durante il governo Berlusconi, viene richiamato dai grandi d’Europa. Fino a quando l’Italia dovrà continuare a subire queste umiliazioni? E quando finalmente riuscirà ad ottenere la ridiscussione del trattato di Dublino? Perché è chiaro che chi arriva in Italia deve essere identificato ma è altrettanto chiaro che poi ci dovrà essere una assegnazione a quote nei vari paesi europei come chiede con forza il M5s”.
M5s Senato