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di Tony Sartiano – I Gratta e Vinci sono la forma più subdola del gioco d’azzardo. Per decenni sono stati plasmati vecchi e nuovi giocatori; colorati apparentemente innocui, mamme, papà e nonni li grattano davanti ai loro figli alimentando e trasmettendo le loro speranze.

Le lobby che controllano il gioco sono italiane, ma tutte con sede nel Regno Unito, per pagare meno tasse.  Lo stato ha rinnovato la concessione a Lottomatica con due anni di anticipo prendendo gli stessi soldi che aveva preso 7 anni prima, in questo modo non ha solo fatto risparmiare Lottomatica, che nel frattempo ha decuplicato gli incassi, ma ha anche danneggiato i cittadini che devono pagare più tasse.

E pensate un po’, l’avvocato Vincenzo Fortunato, ex capo di gabinetto del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha definito la clausola che consentiva di rinnovare la concessione senza gara e, quando Sisal e Stanley Bet hanno fatto ricorso per il diritto di poter gareggiare, il Tar di Roma ha respinto il ricorso. Chi difendeva Lottomatica davanti al Tar? Sempre lo stesso Vincenzo Fortunato.

Lottomatica finanzia giornali e fondazioni, come la Fondazione VeDrò, una think tank fondata da Enrico Letta, di cui fa parte anche Flavia de Micheli Ministro dei trasporti e delle infrastrutture, e tra i cui finanziatori compare anche Autostrade per l’Italia.

Numerosi personaggi sono stati funzionari statali e poi passati con le lobby. Nel ricorso a Strasburgo per la concessione senza gara, chi difende Lottomatica è il professor Roberto Baratta, consigliere giuridico per l’Italia in Europa per un decennio.

Lottomatica e le altre lobby avendo la sede fuori dall’Italia, portano i soldi fuori dallo stato e investono all’estero senza procurare un solo posto di lavoro ai cittadini italiani; soldi che dovrebbero tornare nelle tasche degli italiani come pagamento vincite, tornano invece nelle loro tasche. Miliardi che se ne vanno, danneggiando l’economia reale, quella sana.

Secondo i dati 110 miliardi di euro vengono spesi al gioco: pensionati, casalinghe cassaintegrati sono le prime vittime del gioco. 18 milioni di italiani raggirati da una pubblicità ingannevole che ha ormai plasmato i giocatori. In Italia i Gratta e Vinci vengono venduti senza sapere se il premio c’è o meno. Basterebbe guardare oltre i nostri confini: in Canada giornalmente si aggiornano online i premi incassati e, quando l’ultimo premio da 500.000 dollari viene vinto e incassato, vengono ritirati tutti i biglietti dai rivenditori, proprio come si fa con gli alimenti scaduti. In Italia è la Lottomatica a decidere quando ritirare dal mercato i biglietti. Per questo i Gratta e Vinci vanno considerati come le slot.

Lottomatica inoltre usa il “near miss” (quasi vincita), una trappola mentale vietata persino a Las Vegas, che illude tutti i giocatori di aver quasi vinto, di aver sfiorato la vittoria quando il numero estratto è vicino a quello scelto. Questa pratica subdola spinge di fatto a giocare con più frequenza illudendo il giocatore di essere vicino alla vittoria.

E’ ora di rendere consapevoli le persone e lo stato: serve una commissione e un controllo sulle grosse vincite.  L’esagerata offerta di gioco ha creato milioni di persone dipendenti dal gioco e lo stato paga le cure. Un vero controsenso.

Smettere di giocare è l’unico modo per far cambiare le regole, smettere di comprare i gratta e vinci dove oltre il 96% finisce nelle tasche di Lottomatica.

Il gioco deve tornare ad essere un modo per socializzare, solo così sarà davvero divertente tentare la fortuna.

 

Per approfondimenti: Il lato negativo svelato

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