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Nella Città Eterna dell’indulto Gianluigi Barbieri ha dimostrato di non aver capito nulla della vita. Gianluigi è un disabile. Ha preso un autobus alla casbah di Roma Termini. Il jumbo bus 40 dell’Atac. Un nordafricano stava verificando la presenza di contanti in una borsetta. La borsetta non era sua. Gianluigi ha gridato “Signora, attenta”. L’ispettore della borsetta ha reagito Fare passare qualcuno per ladro non è politically correct. E ha colpito con un pugno in faccia Gianluigi. Spalleggiato da due suoi amici. Tre contro uno. Gli ha spiegato cosa pensava di lui: “Sporco down, malato di mente”.
I passeggeri hanno prima fatto finto di nulla. Loro non c’entravano. Non erano né disabili, né borseggiati. Poi hanno manifestato la loro indignazione. Nei confronti del disabile. Che li ha messi in condizioni di pericolo. Una sola persona è intervenuta chiedendo all’autista di chiamare le forze dell’ordine e di bloccare la vettura. L’autista ha raggiunto diligentemente la fermata più vicina e ha aperto le porte dell’autobus.
Il sindaco della Città Eterna dell’indulto ha voluto rimarcare: “L’eccezionale coraggio dimostrato da Gianluca fa parte dell’anima di Roma, che ogni giorno riesce a dare prove concrete di quel senso di solidarietà e responsabilità in grado di contribuire a garantire la migliore qualità della convivenza civile e della sicurezza nella nostra città”. Veltroni allude, senza dirlo, all’ anima di Roma espressa a piene mani dal gregge di persone stipate nel jumbo bus.
Gianluigi non ha capito nulla. Il padre carabiniere gli ha dato una educazione repressiva. I ladri sono persone che sbagliano. Non si turba l’indifferenza pubblica senza pagarne le conseguenze. La stessa signora che stava per essere derubata non l’ha ringraziato. Gli serva da lezione. I derubati non vogliono fastidi. E quanti sono i derubati in Italia? Dovessero gridare tutti: “Al ladro!” cosa ne sarebbe del nostro futuro? Tacere, sopire, sedare, indultare, parlamentare.