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Pubblico con piacere un post dell’amico Oliviero Toscani.

“Sono un cono di gelato.
Anzi, ero un cono di gelato.

Il marketing dell’azienda che mi produce mi ha fatto diventare magnum, super, extra.
Ora che il marketing mi ha dato la parola e mi ha elevato a simbolo sessuale, appartengo anch’io al mondo esclusivo della seduzione.

Le bocche che mi mangiano, mi leccano, mi succhiano, hanno labbra gonfie, marmorizzate dal silicone, impastate di rossetto.
Labbra di superdotate che hanno bisogno di simboli fallici eccessivi.

Un gelato normale chi lo vuole più?
Le merci hanno un’anima e si propongono ai consumatori attraverso una sorta di rapporto fisico, di possesso, di godimento.
Grazie al marketing, sembra che le donne provino orgasmi solo con i maxiconi.

La procreazione è assistita da un pinguino panna e cioccolata.
Sono uno dei pochi neri accettati, forse perchè mordendomi scoprono che sotto la mia pelle di cioccolato sono bianco.
Adesso, vado bene a tutti, sono perfettamente integrato.

In un mondo in cui dominano i mega, gli iper, i super, io in quanto maxi mi trovo a mio agio, faccio anch’io parte della grande illusione del marketing che agita davanti agli occhi dei somari carote sempre più grandi.

Prendi 3, paghi 2. Gusto lungo. Colore sempre vivo. Alta velocità. Supersconto. Mentre il mondo del consumo è sempre più bloccato sui tassi di profitto che devono solo crescere, la sensazione che si trasmette è quella di un grande dinamismo.

Le merci ci appaiono più grandi, più colorate, più belle. In reatà, mentre cala vistosamente la qualità, i prezzi aumentano.

Il gelato una volta si comprava la domenica. Bisognava in qualche modo guadagnarselo. Il maxicono non è più per bambini, ma è per un target di donne che se lo godono in piscina. Non c’è limite alla volgarità.

Il maxicono è contenuto in un maxi-involucro che viene buttato dal finestrino per maxi-inquinare di maxi-spazzatura il mondo.
Tutto questo grazie al maxi-marketing”.

Oliviero Toscani

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