Hiv: una sfida che sembra non avere fine

Si parla poco di HIV ma la verità è che l’epidemia non si è mai fermata. Oggi i pazienti infettati con il virus dell’HIV possono essere trattati ma non curati. Infatti, nei paesi occidentali, dove tali cure sono disponibili, è diventata una malattia cronica grazie ai progressi incredibili fatti dalla terapia ottenuta tramite una combinazione di  farmaci “convezionali”.

Purtroppo l’ambizioso progetto di inventare un vaccino risolutivo è più volte fallito, non ultimo il clinical trial iniziato nel 2016, dal nome Uhambo.

Tale studio è stato condotto in Sud Africa dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), parte del National Institutes of Health americano, il cui scopo era dimostrare l’efficacia e la sicurezza di questo vaccino multicomponente sperimentale.

Purtroppo a inizio febbraio 2020 la Dr.ssa Glenda Gray responsabile dello studio e presidente del South African Medical Research Council lo ha dichiarato fallito.

La sperimentazione clinina sarebbe dovuta terminare nel 2022 ed era previsto un controllo intermedio. Sono stati arruolati 5407 volontari sani, uomini e donne, sessualmente attivi tra i 18 e 35 anni, dei quali una parte è stata trattata con il vaccino e una parte di controllo con il placebo (sostanza che non contiene il vaccino). In diciotto mesi di studio i partecipanti hanno ricevuto 6 dosi di vaccino, durante tutto il periodo di trattamento sono stati controllati per l’eventuale insorgenza di effetti collaterali. Il 23 gennaio 2020, è stata effettuta un’analisi intermedia per valutare l’andamento del trial da parte di un ente indipendente, il data and safety monitoring board, che ha analizzato 2694 volontari che hanno ricevuto il vaccino in sperimentazione e 2689 volontari che avevano ricevuto il placebo. L’analisi è stata limitata a tutti quelli che erano stati in trattamento per 18 mesi, tempo necessario per stimolare la risposta del sistema immunitario a causa del vaccino. Questa analisi ha rilevato che 129 infezioni con il virus dell’ HIV erano accadute nei pazienti trattati con il vaccino in studio e 123 infezioni di HIV erano accadute nei pazienti trattati con il placebo.

Questi risultati hanno dimostrato in maniera inequivocabile che il vaccino sperimentale Uhambo è del tutto inefficace per prevenire le nuove infezioni (non e’ protettivo). I volontari che si sono sottoposti alla vaccinazione non hanno riportato effetti collaterali registrabili, ma il vaccino in sè non ha aumentato o diminuito il numero di infezioni tra trattati e non trattati.

Il vaccino sperimentale Uhambo è il frutto di una collaborazione scientifica di enti pubblici, privati e big pharma, che lo hanno anche supportato economicamente con 104 milioni di dollari per questa fase. Nonostante il suo fallimento e’ stata data una risposta importante sulla possibilità di usare questo vaccino sperimentale per una malattia che sembra non arrestarsi mai. Al momento ci sono altri due studi molto ampi di vaccini sperimentali basati su una piattaforma diversa da quella di Uhambo. Tali studi chiamati Imbokodo e  Mosaico sono quelli piu avanzati, per il primo i risultati saranno disponibili il prossimo anno e per il secondo nel 2023.