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Il patto per il rilancio delle medie imprese non si fa più. L’Ingegner De Benedetti, con salto mortale a triplo avvitamento carpiato con coefficiente pari all’aumento azionario della società Cdb Web Tech registrato in questi giorni, ha rifiutato, per il bene del Paese, i 50 milioni di euro del Cavalier Berlusconi.

Lo ha fatto con un articolo sulla Repubblica al quale ha replicato ieri con una lettera Berlusconi.

Se la contano e se la cantano tra di loro.

Meglio del duo Franco I e Franco IV in: “Ho scritto t’amo sulla sabbia”.
Le medie imprese tireranno un sospiro di sollievo.

L’Italia è rappresentata dall’Ingegnere (sinistra) e dal Cavaliere (destra), dai loro media, dai loro giornalisti e, come è giusto, dai loro interessi.
Cosa accomuna in modo plateale queste due persone? I soldi. Tanti soldi.

L’Italia è diventata una plutocrazia. Per fare politica, per influenzare l’opinione pubblica ci vogliono i capitali.
Chi li ha diventa presidente del consiglio o alfiere dell’opposizione, chi non li ha ascolta le loro verità attraverso i loro media e quindi li conferma nel ruolo.

Io avrei una proposta, una leggina popolare.
Chi ha un capitale personale superiore a, diciamo 10 milioni di euro, non può fare il deputato, il senatore, il ministro, il presidente del consiglio, il presidente della Repubblica.

E per i reati valutari di una certa importanza proporrei, come avviene in Svizzera, una perizia psichiatrica a carico dello Stato.