Condividi


“Sono andato al consolato onorario a Bahia il 13 dicembre e il console onorario non c’era. Ho chiesto all’impiegata di autenticarmi la firma per la candidatura. Mi ha risposto che non ne sapeva nulla e di rivolgermi a Recife, a 1.200 km. Ritenevo assurdo dover prendere un aereo per autenticare una firma. Ho chiesto di firmare l’accettazione davanti a lei e di lasciare il modello firmato così il console Giovanni Pisanu mi avrebbe certamente autenticato la firma. Venerdì 14 ho chiamato e il console non si era visto. Ho rintracciato tramite amici il cellulare del console e l’ho chiamato la sera alle 21. Mi ha detto che non sapeva se poteva farlo o no e io ho detto che era una semplice autentica che rientrava nelle sue funzioni. Mi ha detto che avrebbe chiamato Recife (consolato ufficiale) per sapere se poteva e di tornare al consolato lunedì. Il console mi ha detto inoltre che il consolato onorario non si occupa della autentica della raccolta firme e in tal caso io non avrei potuto contare sulla firma delle 30 persone che ho raccolto. Quando vado l’indomani porto il riferimento normativo che dice l’opposto: “Sulle modalita’ di autenticazione da parte dei pubblici ufficiali […] Sono legittimati ad autenticare sottoscrizioni apposte da cittadini elettori in territorio estero il Console d’Italia, il console onorario investito di analoghe funzioni del Console, il Cancelliere presso l’Ambasciata d’Italia, incaricato con delega del Capo della missione diplomatica a svolgere le funzioni di autenticazione.Pierluigi Guerini