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di Claudio Cominardi – Come cambierebbe la vostra vita se doveste lavorare solo 5 ore al giornoStesso stipendio e ferie garantite, si intende, ma con un impegno settimanale di 25 ore anziché di 35 o 40.

In molti penserete che non può funzionare, che questa soluzione comporterebbe un sacco di problemi, di costi e di perdite per le imprese, che se si lavora 7 o 8 ore al giorno un motivo ci sarà, che con 5 ore la produzione calerebbe. Che, che, che…

Così però non state rispondendo alla prima e semplice domanda. “Come cambierebbe la vostra vita se doveste lavorare solamente 5 ore al giorno?”. Dedichereste più attenzione al lavoro? Il vostro tempo libero ne trarrebbe beneficio? Immaginate già come lo impieghereste?

Il tedesco Lasse Rheingans saprebbe come rispondere perché quest’esperienza l’ha sperimentata da imprenditore, con risultati inaspettati e sorprendenti.

Titolare di una piccola azienda di servizi tecnologici e digitali, Rheingans ha imposto al suo team proprio un orario di lavoro di 5 ore. Il primo risultato riscontrato è che la produttività è rimasta identica. Per essere precisi, questa constatazione l’aveva già fatta da lavoratore dipendente, quando fu costretto a chiedere una riduzione dell’orario (quindi di salario) per seguire i suoi bambini. Si accorse che la sua produttività era rimasta inalterata e questo lo spinse a rivendicare un aumento (che ottenne) dal suo titolare.

Naturalmente ci sono delle regole che i suoi dipendenti devono seguire. Cellulare rigorosamente spento, zero chiacchiere, divieto di accesso ai social network, ma anche la possibilità di accedere alle mail solo due volte al giorno e riunioni ridotte a un tempo massimo di 15 minuti. Non solo misure che riguardano la sfera “personale” del lavoratore, dunque, ma anche lo stesso modello organizzativo.

Lui l’ha chiamata la “Rivoluzione delle 5 ore“, che poi è il titolo del libro in cui rivela anche come ha risolto le questioni di turnazione, come ha spiegato ai suoi clienti che non sempre qualcuno avrebbe risposto al telefono, e molto altro ancora. Testate come Forbes e Wall Street Journal ne stanno discutendo proprio ora.

Sono molte in realtà le ricerche che dimostrano che lavorare meno e rivedere l’organizzazione aziendale non faccia che migliorare la produttività aumentando impegno, creatività e felicità di tutti. Certo non sarebbe l’unica ricetta per risollevare l’Italia dai piani bassi delle classifiche europee (record di ore lavorate e di bassa produttività), ma sarebbe senz’altro un fattore determinante.

Anziché fasciarsi la testa prima del tempo, e vista la situazione attuale, non varrebbe la pena provare?