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Una domenica serena ieri allo stadio Delle Alpi a Torino. Tifosi, dirigenti, azionisti hanno festeggiato la Vecchia Signora. Sul prato l’erede Andrea Agnelli ha sfilato insieme alla Triade. Bettega ha pianto. Jaki Elkann ha ripetuto di “essere qui per testimoniare vicinanza alla squadra e all’allenatore”.
Franzo Grande Stevens, presidente della squadra, di ritorno da un suo intervento al Salone del Libro su “intransigenza morale e coerenza” di Alessandro Galante Garrone, si è espresso a favore di un ricambio morbido della triade: “Si tratta solo di trovare un modo adeguato per farlo. Un modo che sia degno della famiglia Agnelli”.

I tifosi non hanno fatto mancare un sostegno degno di tanta dirigenza con potenti cori: “Guariniello vaf…..lo!”, Guariniello pezzo di m..da” e con uno striscione: “Luciano siamo tutti con te. La triade non si tocca!”. Un membro della famiglia Agnelli si è brevemente soffermato su Moggi dicendo che “Con lo zio non sarebbe andata così”, forse alludendo che, lui in vita, mai avrebbero permesso la pubblicazione di intercettazioni telefoniche così volgari e prive di classe.

La Juventus è di proprietà dell’Ifil, è quotata in Borsa, dall’inizio dell’anno ha guadagnato il 63,5%. Negli ultimi undici anni ha vinto sei scudetti. E’ prima in campionato a una giornata dal termine. La dirigenza in tutti questi anni non ha chiesto un euro di investimento agli azionisti. I bilanci si sono sempre chiusi in pareggio nonostante l’arrivo ogni anno di nuovi campioni, forse grazie a una sapiente gestione del mercato da parte di Moggi.
Lucianone è stato intercettato? Diceva quello che qualunque bar sport sapeva da un decennio? Se pecunia non olet, perchè dovrebbe puzzare Moggi? Un direttore generale che ha portato alle casse dell’Ifil soldi a palate ha il profumo del sapone di lavanda.
Per l’Ifil quando vinceva Moggi, vincevano tutti. Adesso che perde, perde solo lui.

Scarica "La Settimana" N°18
del 8 maggio 2006