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“Sono tempi di crisi e ognuno si inventa un mestiere. Assodato che il giornalismo (vero) è fuori moda, si passa a varianti più gettonate. Nella puntata della Gruber di ieri sera, ho potuto prendere coscienza della nuova professione molto in voga dopo l’incontro Grillo-Renzi: quella del “lettore di facce“. Premesso che mia mamma mi conosce da 27 anni e neanche lei guardandomi in volto avrebbe capito cosa stessi pensando durante l’incontro con Renzi, c’è invece questo Tecce (giornalista de Il Fatto Quotidiano), che non solo mi ha letto in volto cosa pensavo (sempre secondo lui!), ma ne ha addirittura estrapolato una frase di senso compiuto con tanto di nomi e cognomi. Ed infine (capolavoro!) ha sostenuto che avrei anche fatto una smentita. A cosa? Ho smentito la mia faccia?! (riderei se non ci fosse da piangere…).Non riuscirò mai ad assuefarmi a questa nuova schiera di “cartomanti“. Io Tecce non lo conosco. Il suo volto l’ho visto la prima volta in Tv ieri sera. Ma volendomi lanciare (da dilettante) nella sua materia (di cui è cultore), credo proprio che la sua faccia dicesse: “non ho nient’altro di meglio da dire“. Qui trovate la mia intervista a “Bersaglio Mobile di Enrico Mentana” 12 ore prima dell’incontro Renzi-Grillo. Potrete constatare benissimo come io e Beppe la pensiamo allo stesso modo. Non parlatemi di “forma” vi prego. L’importante per me è restare se stessi. Io sono sempre lo stesso e anche Grillo. E questa è una garanzia, perchè siamo coerenti.” Luigi Di Maio