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Attenzione, una nuova ricerca della Rice University ha trovato un collegamento tra passare troppo tempo sui dispositivi digitali e come si formano le prime impressioni.

Lo studio apparirà in una prossima edizione di BMC Psychology ed esamina la relazione tra le persone che utilizzano contemporaneamente più dispositivi digitali (noti come multitasker multimediali) e come percepiscono le persone che non hanno mai incontrato in precedenza.

“Come risultato della presenza di smartphone, tablet e altri dispositivi nelle nostre vite, la nostra attenzione è messa sotto stress dalle migliaia di informazioni, soprattutto, quando passiamo da un dispositivo all’altro”, ha affermato Richard Lopez, autore principale dello studio.

“Poiché questa forma di attività è nuova per il nostro cervello, il suo impatto sul modo in cui percepiamo e interagiamo con il mondo e coloro che ci circondano non è ben noto, per questo motivo abbiamo voluto esplorare questo argomento e condurre questo studio”.

In effetti, i ricercatori hanno trovato una correlazione tra l’uso di dispositivi digitali e la qualità delle prime impressioni.

Ecco cosa hanno scoperto.

Le persone, dette multitasker, avevano maggiori probabilità di essere distratte da informazioni irrilevanti al momento della formazione delle prime impressioni su qualcuno che non avevano mai incontrato, rispetto a coloro che non erano multitasker multimediali.

I ricercatori hanno confrontato il modo in cui 96 studenti universitari hanno filtrato informazioni non importanti dal loro ambiente fisico mentre valutavano una nuova persona.

“I nostri risultati suggeriscono che il multitasking multimediale può alterare la percezione della persona in modi sorprendenti e non intenzionali. I multitasker multimediali inconsapevolmente ricevono informazioni altrimenti irrilevanti da ciò che li circonda, quando osservano e giudicano le altre persone”, continua Richard Lopez.

Lopez ha detto che questo studio è il primo passo per trovare collegamenti tra il multitasking multimediale e il modo in cui le persone percepiscono gli altri, e che spera che la ricerca futura esplorerà questo argomento, in particolare tra i bambini e gli adolescenti.